Lascia che sia fiorito, Signore, il suo sentiero

di / 30 novembre 2010

Se ne è andato ieri sera Mario Monicelli. A novantacinque anni. Dicono si sia gettato dal quinto piano dell’ospedale San Giovanni di Roma: una morte dal sapore di tempi antichi, di uomini illustri, per fama e per onore.

Un uomo d’altri tempi, arguto nel ragionare e schietto nel parlare, Monicelli è stato l’ultimo grande regista degli anni d’oro del cinema italiano, tra i principali esponenti della più cinica e amare “Commedia all’italiana”: film che hanno fatto storia, come Guardie e ladri,  Amici miei, Un borghese piccolo piccolo o Parenti serpenti, e ancora pellicole epocali come I soliti ignoti, L’armata Brancaleone, Il marchese del Grillo, – ma ci sarebbero da aggiungere decine di altri film, in tutto quasi settanta film –.
Se ne è andato intorno alle 21 di ieri sera Monicelli, come se ne andavano un tempo i saggi e gli uomini di valore, consapevoli di quanto sia maledettamente incompatibile la graduale infermità corporale con la lucidità mentale, come fosse quasi un insulto all’esistenza stessa passare gli ultimi scampoli di vita in attesa della morte naturale, consci della propria decadenza fisica.
Non saprei trovare parole diverse da “Grazie Mario”, oppure “Addio Mario” per testimoniare la gratitudine e l’affetto che ho provato per questo grande uomo, toscanaccio schietto e verace. Non vorrei scadere affatto nella retorica – mi si perdoni se è già successo –, perché ce n’è già troppa in giro. Per questo ho pensato ancora una volta a Fabrizio De Andrè, alla sua meravigliosa Preghiera in gennaio, e non ho potuto immaginare parole migliori per un commiato:

«Lascia che sia fiorito /, Signore, il suo sentiero / quando a te la sua anima / e al mondo la sua pelle / dovrà riconsegnare / quando verrà al tuo cielo / là dove in pieno giorno / risplendono le stelle. / Quando attraverserà / l’ultimo vecchio ponte / ai suicidi dirà, baciandoli alla fronte / venite in Paradiso / là dove vado anch’io / perché non c’è l’Inferno / nel mondo del buon Dio… »

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