“Un uomo giusto” di Elena Stancanelli

di / 7 maggio 2012

Un bancone di un bar, a Roma. Tutti i giorni, due volte al giorno, alla stessa ora. Le stesse persone: Anna e Davide. Un’architetta e un meccanico, due mondi diversi, forse proprio opposti, che si incontrano e si attraggono inspiegabilmente. Lei, precisa e metodica, si organizza la vita e per cercare di concentrarsi, dato il suo lavoro in casa, indossa una divisa che le ricorda che sta lavorando. Lui, senza regole, virile, combattente, vive la vita in strada, a contatto con la gente.

Tutto ciò che Anna aveva sempre pensato di conoscere si frantuma in mille pezzi non appena inizia a interagire con l’altro lato del mondo, quello di Davide, a cui mai avrebbe pensato di avvicinarsi e addirittura di potersi sentire affine. Lui è dislessico e semianalfabeta, riconosce come vero solo ciò che può toccare, ciò che sente reale: i discorsi di Anna sulla cultura, sui monumenti di Roma e sulla storia non li condivide, come non condivide alcuna regola del vivere civile.

Davanti a Davide, Anna comincia a rileggere il mondo con occhi nuovi, comincia a guardare più dentro alle cose: «Parlare con lui è come tirare tutti i vestiti fuori dall’armadio e buttarli sul letto, per poi ripiegarli uno a uno e sistemarli di nuovo. Non lo facevo da così tanto, che certe cose non mi ricordavo neanche di saperle. Spiegarle, in questi mesi, mi ha insegnato di nuovo a cosa servivano».
Modello di alterità urbana e contemporanea, come un bambino o uno straniero, Davide innesca un’operazione di straniamento: l’incontro con Anna inaugura un dialogo che cambierà entrambi.
La vita per Davide è fatta di cose, non di parole: «Per lui le parole sono nemici. Le cose sono, e basta. Innominate e silenziose, come dinosauri che brucano indisturbati».E però Davide ha una vita, dentro, da raccontare e aspettava solo chi la potesse ascoltare: l’infanzia travagliata, poi la droga, la galera. Una storia che scorre senza interruzioni, vera come la piena di un fiume.

Dopo i primi romanzi, Benzina e Le attrici, Elena Stancanelli esce con una storia più matura, che ci mette di fronte all’assolutezza della vita, al di là delle sue forme sociali, delle rappresentazioni. L’assolutezza della vita che si incontra e si racconta, con un ritmo forse a tratti troppo lento, ma di sicuro con immagini efficaci, che restano in mente anche dopo la lettura.


(Elena Stancanelli, Un uomo giusto, Einaudi, 2011, pp. 180, euro 16,50)

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