“Alberto Sordi e la sua Roma” al Complesso del Vittoriano

di / 16 marzo 2013

Sguardo sornione e sorriso beffardo. Ecco come ci ricordiamo di uno dei simboli del cinema italiano, un personaggio che a chiamarlo semplicemente attore sarebbe riduttivo. Alberto Sordi amiamo pensarlo così, con la sua ironia e la sua irriverenza, con la sua schiettezza e l’allegria delle sue battute.

A distanza di dieci anni, un’esposizione al Complesso del Vittoriano, nella Sala Zanardelli, ne celebra la dolorosa scomparsa per la Capitale e per il mondo cinematografico. L’esposizione, promossa da Roma Capitale in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Direzione per il Cinema, la RAI, con il patrocinio di Fondazione Alberto Sordi, Media Partner, Il Messaggero, è a cura di Gloria Satta, Vincenzo Mollica, Alessandro Nicosia, che ne ha curato anche l’organizzazione generale, e Tiziana Appetito.

Dagli archivi personali e della Teche Rai, che offrono il primo video documentario in apertura, e dagli scatti di Enrico Appetito, fotografo ufficiale di scena della maggior parte dei suoi film, arrivano i materiali per una mostra che si presenta subito ricca e stimolante.

La morte, avvenuta nella notte tra il 24 e il 25 febbraio 2003, ruppe quel legame ombelicale che legava l’attore romano con il mondo. Il suo non era fatto di foto e gossip, di vetrine e lustrini, il suo più intimo camerino era Roma. Ed è in virtù di questo “possesso” che il titolo dato all’esposizione Alberto Sordi e la sua Roma ne rappresenta bene il rapporto; una città che ha visto girare, tra i vicoli più stretti e le strade principali, i suoi più grandi capolavori. Legame profondo, viscerale, materno.
 


Nato nel cuore di Roma, a Trastevere, in via San Cosimato, e simbolo di questa città, tanto da divenire Sindaco per un giorno, in occasione del suo ottantesimo compleanno. E Roma rende omaggio al suo più illustre cittadino, amato e venerato attore, per ricordare colui che meglio ha saputo interpretare la commedia, incarnando i vizi e le virtù degli italiani, in una lunga vita professionale costellata dall’apprezzamento del pubblico e dai prestigiosi riconoscimenti internazionali.

Il percorso espositivo si snoda in due momenti. Nella prima sezione si possono rivivere Sordi e i suoi 56 film girati a Roma con circa 20 approfondimenti che vedono esposti, alcuni in maniera inedita, fotografie, album personali con rassegne stampa, copioni e oggetti utilizzati nei film. Nella seconda sezione vengono proposti i momenti più significativi della vita di Sordi a Roma: tra i tanti, la sua casa, il suo studio, gli articoli da lui scritti per Il Messaggero, l’addio alla lira, il suo particolare e personalissimo rapporto con Giovanni Paolo II.
 


E a chiudere questo cammino ideale tra film e vita, finzione e realtà, ecco le toccanti immagini del funerale a testimonianza di quanto i romani abbiano amato Sordi rendendogli omaggio in cinquecentomila nella camera ardente allestita per lui in Campidoglio e partecipando in duecentocinquantamila alle esequie del grande artista a San Giovanni.

Un personaggio che ancora fa storia.

 

Alberto Sordi e la sua Roma
Complesso del Vittoriano, Sala Zanardelli, via di San Pietro in Carcere, Roma
15 febbraio – 31marzo 2013
Per maggiori informazioni visitare il sito
http://www.romeguide.it/?pag=schedamostrenew&id=5335&sezione=mostre

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