“Agostino” di Alberto Moravia

di / 4 ottobre 2013

Il quarto romanzo di Alberto Moravia, Agostino, scritto nel 1941, incontrò non pochi problemi per la sua pubblicazione, avvenuta solo nel 1944: il libro fu infatti vittima della censura fascista, che ne bloccò la diffusione considerando la trama di argomento troppo scabroso.

Il romanzo, ambientato in una località di mare della costa toscana, è la storia di Agostino – protagonista che dà il titolo al romanzo – ma è soprattutto la storia dell’evoluzione fisica e psicologica di un adolescente. Agostino è un ragazzo di tredici anni, cresciuto in una famiglia borghese: è ancora un bambino, ma vede improvvisamente cambiare il suo rapporto con la madre che, donna bella e piacente, ha ancora voglia di divertirsi, di essere amata.

Agostino si accorge di questo cambiamento non appena lei si accompagna a un giovane: non è più solo sua madre, dunque, ma diventa, improvvisamente, una donna. Nel frattempo, l’adolescente, frequentando una banda di ragazzi violenti e temibili che si riunisce al Bagno Amerigo Vespucci, ha un primo approccio con la sessualità. Il fanciullo riesce così a decodificare i gesti e i comportamenti che appartengono a sua madre e al giovane che la affianca; scoperte, queste, che mettono in crisi la sua identità di figlio.

Viene così deriso dai ragazzi della banda: è un ragazzo inesperto, ingenuo, timido, ed è presto vittima di un malinteso con gli stessi ragazzi del gruppo. Arriva a pensare che la soluzione a tutti i suoi problemi con la banda e con sua madre sia andare in una casa di tolleranza e avere un rapporto con una donna; ma anche questa ipotesi si rivela fallimentare. La vicenda si conclude con la richiesta di Agostino alla madre di lasciare quel luogo e tornare a casa.

Il romanzo, dallo svolgimento piuttosto semplice, è però un accurato ritratto della piccola borghesia di quegli anni, tendenza rintracciabile in tutta l’opera di Moravia, e soprattutto nel grande romanzo d’esordio: Gli indifferenti. Moravia fa critica di costume, analizza i personaggi, si esprime sulle tematiche più attuali del tempo. La realtà descritta è straordinariamente interessante, ma sempre realistica.

Agostino è allo stesso tempo un romanzo dal ritmo incalzante, ricco di colpi di scena: si legge tranquillamente, tutto di un fiato, grazie a una scrittura semplice e vicina al parlato. Lo stile spoglio e disadorno dell’autore si inserisce infatti in un progetto più ampio di scrittura media, facilmente traducibile anche all’estero.


(Alberto Moravia, Agostino, Bompiani)

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