“Public and Confidential” di Dan Witz alla Wunderkammern Art Gallery

di / 5 novembre 2013

Alla Wunderkammern di Roma fino al 17 novembre è possibile visitare la mostra dell’artista statunitense Dan Witz, il primo a dare inizio al progetto internazionale Public and Confidential, con il quale la galleria vuol far emergere le due facce della street art, quella pubblica e quella privata, portando nella capitale artisti di fama internazionale quali Jef Aérosol, Agostino Iacurci e molti altri. L’idea è quella di proporre per ogni artista sia le opere rimaste riservate sia quelle fruibili a tutti ed esposte per le strade, indagando tanto la sfera privata quanto quella pubblica e il rapporto tra  lo spazio e lo spettatore.

Dan Witz è un artista nato nel 1957 e considerato uno dei pionieri della street art. Inizia il suo percorso artistico intorno al 1979, nella New York di Edward Irving Koch ripulita e perbenista: proprio quando i vagoni delle metropolitane vengono puliti da quel fenomeno che, nonostante tutto, presto avrebbe pervaso America e Europa. Negli anni Settanta la street art trova dunque “rifugio” in alcune gallerie e istituti d’arte newyorkesi. È nel periodo di grande fermento artistico degli anni Settanta e Ottanta, in cui si sviluppa una visione più libera e sperimentale di arte, che si colloca Witz, distinguendosi da subito. La sua carriera artistica inizia infatti con un iperrealismo opposto al minimalismo che pervadeva NY all’epoca, il suo concetto di arte riprende la concezione di stile di Warhol in contrasto con la visione dell’arte elitaria e, anche il punk è un elemento fondamentale nelle sue opere, come elemento di opposizione alla cultura e alle regole istituzionali.

La mostra Public and Confidential si apre con una delle sue prime opere, “The Birds of Manhattan”, dipinta intorno alla fine degli anni Settanta: una grande tela che occupa l’intera parete destra della galleria e cattura subito l’attenzione dello spettatore sia per dimensione che per impatto scenico, in cui l’uso del colore e soprattutto dei chiaroscuri sono di eccezionale maestria. La tela – che è stata dipinta con la tecnica olio su stampa digitale – rappresenta in modo iperrealistico uno stormo di uccelli, omaggio alla tradizione fiamminga, con un chiaro rimando alla libertà.

La mostra ospita poi la serie Animal Mosh Pits, capolavori di precisione figurativa e luce, che affrontano gli istinti primordiali repressi con la rappresentazione di animali dalle pose coincise e agorastiche, sullo sfondo di una visione punk di contrasto al potere.

 

 

Segue la serie Natural History, in cui si elabora il concetto di “porta” come simbolo di passaggio ma anche di divisione tra ciò che è interno e ciò che si trova all’esterno, con un rimando a un maestro del Cinquecento: Hans Holbein in “Il corpo di Cristo morto”. Witz riutilizza la dimensione del quadro e il concetto di morte, inserendolo però in una visione urbana contemporanea.

 

 

Nella serie Necropolis Door, pvc su cornice in legno, oltre al concetto di porta possiamo ritrovare un rimando alla pittura pre-raffaelita con la figura femminile nuda e bendata che ci riporta in a una visione mitica dell’opera e quasi perde quella contemporanea urbana.

In collaborazione con Amnesty International, Witz ha poi realizzato la serie Prisoner, sempre pvc in cornice di legno, di cui troviamo traccia disposta in ordine sparso nella galleria per le varie dimensioni delle opere.

 

 

In questo caso i soggetti ci riportano a un dimensione reale e di forte impatto contemporaneo. Come l’altra famosa serie delle ragazze al cellulare, anch’essa presente nella galleria.

Witz riprendere la visione urbana di Hopper dando una forte importanza all’uso dei chiaroscuri e della luce, che dona alle sue opere un aspetto aureo e mistico. Unisce la visone urbana contemporanea a tecniche di alta precisione tipiche del Seicento, ma anche all’uso della fotografia, sulla scia di artisti come Obey.

La tensione, la violenza e la forza emotiva delle sue opere fanno riferimento a un altro artista francesce contemporaneo, Guillaume Bresson, che come Witz unisce il fervore e la realtà urbana alle tradizioni artistiche.

Dan Witz usa la street art come simulacro per analizzare e rappresentare la realtà quotidiana e anche la sua violenza, non solo visiva bensì corporea e reale.

 

 

La mostra, benché racchiuda opere di forte impatto scenico, di indiscutibile tecnica e di ricca precisione, appare tuttavia un po’ costretta per questione di spazio.

Public and Confidential. Dan Witz.
Wunderkammern Art Gallery, Via Gabrio Serbelloni 124, Roma.
28 settembre 2013-17 novembre 2013
Per ulteriori informazioni visitare il sito: http://www.wunderkammern.net

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