“Come la penso” di Andrea Camilleri

di / 7 novembre 2013

Come la penso di Andrea Camilleri, edito da Chiarelettere, non è un testo ascrivibile a un unico genere letterario. Lo si dichiara fin dal titolo, o ancor meglio, dal sottotitolo, Alcune cose che ho dentro la testa, che ci introduce a una dimensione personale e soggettiva. Si tratta infatti di una raccolta di saggi che spaziano per argomenti e stile narrativo, ma non solo: c’è spazio anche per spunti autobiografici, aneddoti personali dell’autore e, come evitarlo, narrativa.

L’autore stesso attribuisce il merito di questo libro al suo editore, artefice della straordinaria raccolta che tocca spaccati di storia, come la seconda guerra mondiale e il dopoguerra, ma anche molta attualità, per esempio nel saggio «Cos’è un italiano», in cui l’autore si fa interprete del suo tempo ed esprime riflessioni riguardo la situazione politica del nostro paese.

C’è un alternarsi di vari argomenti, molti dei quali sono stati oggetto di sue lectio doctoralis e magistralis in diverse università italiane. Filo conduttore è la sua Sicilia, bella e dannata, tanto criticata in passato quanto oggi.

L’autore racconta con schiettezza delle sue lacune nelle scienze, e sostiene tuttavia che le due culture, quella letteraria e quella scientifica, siano in fondo inscindibili.

Sono presenti poi stralci di vita privata, racconti delle sue amicizie più care, come per esempio quella con lo scrittore Leonardo Sciascia, al quale si deve la pubblicazione del romanzo storico La strage dimenticata (Sellerio, 1984).

In Come la penso Camilleri mostra la sua ecletticità, approfondisce problemi sociali non scevri da riflessioni personali e si mette a nudo, svelando momenti di crisi che hanno colpito il suo personaggio più celebre, Il commissario Montalbano.

Emerge inoltre l’amore per il cinema, la regia, la scenografia, maturato nel periodo in cui frequenta l’Accademia Silvio D’Amico dapprima come alunno poi come insegnante.

Infine, nemmeno in questo caso Camilleri rinuncia alla narrativa: in un lungo scritto incluso nel libro ci racconta infatti la storia del separatista siciliano Antonio Canepa, mettendosi nei panni di chi racconta una storiella a un bambino.

Lo stile di Camilleri è ormai chiaro ai più, ricco di sicilianismi che donano ai suoi testi una tipica genuinità. Essendo questa una raccolta di saggi, non presenta il ritmo incalzante tipico dei gialli tanto amati. Tuttavia, è un libro che appassiona il lettore per gli interessanti temi trattati, e che mostra le molteplici sfaccettature di uno degli autori italiani più conosciuti al mondo.

Per questo, e molto altro, Come la penso non è solo una piacevole lettura, ma anche un ottimo manuale da tenere sulla scrivania e consultare all’occorrenza.


(Andrea Camilleri, Come la penso, Chiarelettere, 2013, pp. 340, euro 13,90)

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