“Scemo e più scemo 2” di Bobby e Peter Farrelly

di / 4 dicembre 2014

Sono passati vent’anni dall’ultima volta che abbiamo visto i due scemi originali Harry e Lloyd in Scemo e più scemo. Le cose non sembrano andare bene, per loro, oggi. Lloyd vive in una clinica ridotto come un vegetale dopo la fine della storia d’amore (in realtà mai iniziata) con Mary Swanson. Harry si prende cura di lui, ma ha i suoi problemi, piuttosto importanti. Uno dei suoi reni ha smesso di funzionare, e ha bisogno di un trapianto per stare meglio. Con l’amico di sempre decide di partire alla ricerca di una figlia di cui ha appena scoperto l’esistenza per provare a convincerla ad aiutarlo con una donazione. Ovviamente, durante il viaggio succederà di tutto, tra equivoci e avventure impossibili.

Nel 1994 Scemo e più scemo esplose nei botteghini di tutto il mondo imponendo due nuove realtà del cinema comico internazionale: i fratelli Farrelly, registi e sceneggiatori, e Jim Carrey, protagonista nello stesso anno di altri due campioni di incassi come Ace Ventura The Mask. Provenivano entrambi dalla televisione, come autori, i fratelli, come comico Carrey. A completare la squadra, a sorpresa, arrivò Jeff Daniels, già visto in film come Voglia di tenerezza e nominato già due volte ai Golden Globes per i suoi ruoli in La rosa purpurea del Cairo di Woody Allen e Qualcosa di travolgente di Jonathan Demme. Si dice che fu Carrey a volerlo a tutti i costi come sua spalla, nonostante l’opposizione dei Farrelly. Si dice anche che gli vennero offerti solo cinquantamila dollari per la parte, per scoraggiarlo, e che lui li accettò senza battere ciglio.

Comunque siano andate le cose, i due scemi hanno lasciato un’impronta nella comicità cinematografica. I fratelli Farrelly sono diventati i dominatori assoluti delle commedie statunitensi fino al 2000 (hanno fatto, tra gli altri, Tutti pazzi per Mary e Io, me & Irene), Carrey ha continuato a sfondare i botteghini con i suoi film e si è mostrato anche capace, eccome, in ruoli drammatici e complessi, Daniels è tornato a lavorare in progetti più ricercati, dedicandosi anche alla sua fondazione di teatro no-profit fondata con la moglie in un garage. Di Scemo e più scemo non se ne fece nulla con la stessa squadra, nonostante le insistenze degli studios che volevano cavalcare subito il successo con un sequel. Nove anni più tardi si decise di tentare la strada del prequel, affidando a Troy Miller il disastroso Scemo e più scemo – Iniziò così, sulla nascita dell’amicizia tra i due scemi al liceo (ovviamente con altri attori a interpretare Harry e Lloyd).

Arrivati nel 2014 si è deciso di tentare l’operazione nostalgia e rispolverare Scemo e più scemo per un seguito. Negli ultimi anni, i fratelli Farrelly hanno perso molto della loro brillantezza e del loro potere sugli incassi. Anche Jim Carrey è lontano dalla gloria del passato. Soltanto Jeff Daniels, con il suo profilo dimesso, continua a farsi apprezzare in tutto quello che fa, in ultimo la serie The Newsroom. Eppure, tra gli appassionati e i nostalgici c’era una certa attesa per il ritorno di Henry e Lloyd e delle loro improbabili avventure.

Per poco, nei minuti iniziali, tutto sembra funzionare. Ci sono gag, tante, e funzionano tutte. Il comico che scaturisce dall’idiozia conclamata di Harry e Lloyd sembra trovare in Daniels e Carrey la stessa complicità del primo film. La new entry Kathleen Turner dimostra tutta la sua autoironia accettando di farsi prendere in giro – e di farlo da sola – per il disfacimento fisico. Poi basta, però.

A corto di idee e di brillantezza, i Farrelly si limitano a replicare il modello del primo film lanciando i due protagonisti di nuovo sulla strada. Di nuovo, vengono scambiati per quello che non sono, di nuovo si ritrovano coinvolti in qualcosa di molto più grande di loro senza rendersene affatto conto. Il problema, di questo Scemo e più scemo 2, è la debolezza assoluta della trama, sfilacciata e incoerente come è capitato sempre più spesso ai Farrelly negli ultimi anni.

Finché, nella prima parte, Jim Carrey e Jeff Daniels sono lasciati liberi di cazzeggiare, l’obiettivo della risata semplice è raggiunto. L’equilibrio, rischiosissimo, tra gli estremi della volgarità eccessiva e del demenziale puro del primo film sembra tornare ancora una volta. È quando si affacciano le sottotrame e le complicazioni a tutti i costi che il film crolla. Harry e Lloyd perdono l’intesa, tutto si ingolfa, si appesantisce, si stanca, e Scemo e più scemo 2 finisce per replicare, malamente, il modello originale. Comunque, sono già arrivati più di settanta milioni di dollari di incasso. È lecito immaginare che non passeranno vent’anni prima di uno Scemo e più scemo 3.

(Scemo e più scemo 2, di Bobby e Peter Farrelly, 2014, comico, 110’)

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