L’insostenibile leggerezza dell’apparire

“L’ultimo salto del canguro” di Paolo Vanacore

di / 4 dicembre 2017

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Paolo Vanacore, già autore di Donne romane. Storie al margine sotto l’argine (Edilazio, 2008) e di Piccoli quadri romani (Edilazio, 2011), torna con un nuovo romanzo, L’ultimo salto del canguro (Castelvecchi, 2017), che si sviluppa sempre a Roma, sua città di adozione – l’autore infatti è di origini napoletane.

Qui si snodano le vicende e la quotidianità che hanno per protagonista Edoardo, trentenne discreto e introverso e voce narrante della storia, che coinvolgerà in un secondo momento la sua intera famiglia, in un affresco di situazioni che saranno opportunità di riflessione per lo stesso protagonista e per il lettore.

Edoardo, aspirante avvocato, viene assunto inaspettatamente all’ufficio marketing del Bioparco di Roma. Conduce un’esistenza apparentemente “normale”, barcamenandosi in realtà con la sua doppia vita: è consapevolmente omosessuale e convinto di riuscire a mantenere nascosto per sempre il suo orientamento sessuale a tutti, e in particolare a sua sorella Margherita, a cui è molto legato.

Questo fino a quando non subentra nella sua vita Gabriele, fidanzato di Margi, per cui prova fin da subito un’attrazione forte, il primo vero sentimento che Edoardo nutre per un uomo. Confuso anche dai segnali ambigui che gli manda Gabriele, il protagonista decide di partire improvvisamente per Dublino, per partecipare a un master. Il cognato però lo raggiunge per dichiarargli i sentimenti che a sua volta ha scoperto di nutrire per lui.

La narrazione è un crescendo di situazioni ironiche e di attimi di turbamento, ma allo stesso tempo di riflessione che permettono al protagonista di capire che dietro a ogni condizione apparentemente perfetta si nascondono sfondi enormemente delicati e complicati, celati da un velo di simulazione. Edoardo, chiedendosi allora cosa sia la “normalità”, arriva a capire quanto la finzione avvolga quasi ogni sentimento umano.

Il tema dell’omosessualità è trattato da Vanacore con estrema delicatezza, senza mai perdere una certa leggerezza, resa possibile dalle situazioni divertenti e al limite del grottesco che coinvolgono personaggi smaliziati e anticonformisti.

L’ultimo salto del canguro è un romanzo che parla a tutti, utile per capire meglio il mondo che ci circonda, caratterizzato da una verità che purtroppo è spesso coperta da un involucro di finzione, che rende la nostra società attuale, più che quella della conoscenza, quella dell’apparenza.

 

(Paolo Vanacore, L’ultimo salto del canguro, Castelvecchi, 2017, pp. 160, euro 17,50)
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LA CRITICA

Un romanzo ricco di sentimenti, reso forte da un linguaggio all’occorrenza diretto, che riflette il turbamento interiore del protagonista, dovuto alle molteplici verità contraffatte in cui si immerge la sua vita quotidiana.

VOTO

7/10

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