In morte di uno studente

“Banco di prova – Indagini su un delitto scolastico” di Patrizia Carrano

di / 14 febbraio 2019

copertina di Banco di prova di Patrizia Carrano

Banco di Prova – Indagine su un delitto scolastico (Italo Svevo, 2018) è l’ultimo libro della poliedrica Patrizia Carrano che, ancora una volta, non perde la grazia della sua penna.

Il breve romanzo, scorrevole e malinconico, narra un fatto di cronaca nera avvenuto nella Capitale degli anni sessanta con sullo sfondo uno dei più prestigiosi licei: il Tasso. Protagonista di questa storia è il cupo Claudio Liberati, diciottenne studente del liceo che, dopo essere stato respinto per due volte consecutive, si fece trovare impiccato nel bagno di casa.

Nel giro di una manciata di pagine, Patrizia Carrano segue Claudio Liberati come si può seguire un’ombra (e proprio come un’ombra viene descritto lo studente) o una solitudine. Scopre piano questo ragazzo schivo e introverso, senza amici, che studia tanto e rende poco, spiandolo prevalentemente all’interno degli ambienti scolastici, mentre rimane in disparte, circondato dal carnevale umano del suo stesso contesto storico. Grazie al linguaggio delicato e malinconico dell’autrice, al lettore è concesso di avvicinarsi alla figura come da lontano, scostando appena le tende pesanti: il personaggio viene tutto fuori da quel “pathos della distanza” tanto caro a Calvino.

Però, in questo caso, non c’è nulla da inventare: la pena è tutta spontanea, quella autentica delle storie vere, e affonda in un fatto di cronaca risalente a più di cinquant’anni fa. Ecco la fotografia di un adolescente cresciuto, del fardello del suo fallimento, di come tutto intorno si muova la comunità scolastica, portando in atto quella che la Carrano stessa ha definito «la congiura del mondo degli adulti nei confronti della giovinezza».

Chi sia il colpevole, in questo piccolo romanzo, probabilmente è secondario. L’intera comunità scolastica, che forse questa colpa dovrebbe portare, si fissa nel tempo pagina dopo pagina grazie alle tradizionali fotografie annuali del fotografo scolastico, tracce di un tempo che la Carrano descrive bene, insieme a divise, registri e austerità impersonali, in un contesto storico in cui la selezione per formare la nuova classe dirigente inizia a farsi sempre più dura. Quando Claudio Liberati si suiciderà, proprio una di quelle foto verrà pubblicata sulle principali testate nazionali, per raccontare la sua storia.

Il registro stilistico di Patrizia Carrano non ha bisogno di presentazioni. Riesce sempre, con parole essenziali, a soggettivizzare l’oggettivo. Banco di Prova – Indagine su un delitto scolastico non fa eccezione, e vibra di quell’ulteriore personalità che gli deriva dal fatto che, negli anni della vicenda di Claudio, la scrittrice stessa era alunna del liceo Tasso, spettatrice giovane della vicenda.

Il tema del rapporto tra società e istruzione, del resto, non è nuovo alla scrittrice: suo, tra gli altri, Illuminata, la storia della prima donna laureata al mondo, nell’anno 1672, con oltre cinquemila persone accorse ad assistere all’evento.

Patrizia Carrano, veneta di nascita e romana d’adozione, ha all’attivo più di venti opere, edite dalle più importanti case editrici Italiane. Banco di Prova – Indagine su un delitto scolastico segue il grande successo del precedente Un ossimoro in Lambretta (Italo Svevo, 2016), tradotto in cinque lingue.

 

(Patrizia Carrano, Banco di prova – Indagine su un delitto scolastico, Italo Svevo, 2018, pp. 81, euro 12,50)
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LA CRITICA

Banco di prova – Indagine su un delitto scolastico è forse tra le opere più riuscite della poliedrica Patrizia Carrano. Una piccola ballata di solitudine.

VOTO

7/10

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