Si dice che quando stai per morire ti scorrano davanti pezzi di vita. Come in un trailer, che dovrebbe invogliarti a pagare otto euro per andarti a vedere. Beh, dipende. Se ti fai un buco nella tempia hai a malapena il tempo di ricordare il tuo ultimo colpo di tosse, e a chi interessa ricordare il suo ultimo colpo di tosse? Quando stai per morire vuoi pensare che, nonostante tutto, la tua vita una parvenza di senso l’abbia avuta. E…
Il 15 febbraio 1944 il soldato di fanteria americana Walter H. Miller del XIV Reggimento di stanza presso la linea Gustav in Italia, si svegliò di buon’ora. Per tutta la notte aveva sognato il proprio nume che gli diceva: «Oggi non morirai». Quel giorno non morì. Il primo aereo, un bombardiere B-17, solcò i cieli del Frusinate alle ore quattro e trentacinque del mattino. La luna non era ancora sprofondata dietro i monti Aurunci. Sempre alle quattro e trentacinque nell’abbazia,…
Quell’estate era cominciata per noi ufficialmente negli ultimi giorni incandescenti di giugno, in quella mattina di venerdì quando mio padre aveva riempito la station wagon nera di tutto quanto potesse contenere e c’eravamo lasciati alle spalle una Roma rovente di sole e di asfalto partendo alla volta del litorale laziale. Pochi chilometri di accaldato traffico, con i finestrini e le bocche spalancate a cantare “Attenti al lupo” o «acqua azzurra, parapparappà, acqua chiara, parapparapparappà», con le cassette dell’autoradio, per arrivare nel…
Marco L., giacca di pelle, camicia di lino e pantaloni stretti in fondo, è seduto al bancone sopra una di quelle sedie lunghe da pub e sta giocherellando con un bicchiere vuoto tra le mani. «Fammene un altro», dice stringendo il bicchiere. «Io te lo faccio pure, ma guarda come stai», risponde Mario, il barista. «Un altro», fa lui senza neanche guardarlo in faccia. Mario prende la bottiglia di Johnny Walker e riempie il bicchiere quasi fino all’orlo. Dopo aver…
Da quando si sentiva un uomo peggiore andava decisamente meglio. Fino a quel momento era stato uno di quelli che compatiscono i marocchini ai semafori, ma da un po’ di tempo se solo provavano ad avvicinarsi alla sua macchina scassata diventava una iena. C’aveva provato a tenere duro, ma s’era ritrovato a terra “con un mazzo come una manica di giacca”. S’era rialzato e aveva riprovato a tenere duro, anche se camminava un po’ sghembo, e in poco tempo l’avevano…
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