Adrian si alza, scuote John: «Forza, alzati, dai». Adrian non sorride mai di mattina, ma bacia John sulla guancia. Si spostano entrambi verso il bagno, piuttosto piccolo, di ceramica bianca con motivi floreali su ogni piastrella. Il blu dei fiori risplende alla luce del sole e si mischia ai riflessi del bianco. Adrian defeca e John si lava i denti. Stanno insieme da circa cinque anni. Ne hanno ventisei. Si vestono a turno, nel bagno non c’è molto spazio e…
«Insomma, signor Augusto, un capitone così grosso per due?» «Non trovi, caro, che sia piuttosto triste passare il Capodanno da soli?» «Allora sai cosa facciamo? Ci facciamo un bel cenone da soli». «Ma glielo lascio vivo?» «Sì, lo metta pure nel sacchetto così, fra poco tempo sarò a casa». «Ma sono molti anni che non cucino il capitone». «Dai dai… cucinare è come fare l’amore… quando lo si dimentica è ora di morire…» La busta del signor Augusto si muove…
Fa caldo. Fa un caldo atroce anche se è solo maggio. Non c’è nemmeno un alito di vento. Le mattonelle grigio scuro non fanno che attirare i raggi del sole e scaldano la piazza, quelle bianche, tonde, posizionate a scacchiera, aumentano la luminosità dei raggi stessi. Su piazza del Popolo è stato montato un tendone bianco, lungo e largo. Uno di quei tendoni di tela plastificata, sorretto da sostegni di alluminio e acciaio. All’esterno si vedono i marchi dei vari…
Le pareti della stanza sono incolore. No. In effetti sono bianche, ma non hanno nessun oggetto che le caratterizza. Nessuno. Sono solamente bianche, nessun riferimento al fatto che si possa trattare di una stanza abitata. In un certo senso, in questa stanza, potremmo dire che le pareti sono oggettive, a-personali, sono quel tipo di pareti che chiunque potrebbe immaginare, vuote, bianche, intonacate. Regolari. Non c’è un solo quadro o poster. Anche la stanza è spoglia. Non c’è nulla. Non c’è…
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