I luoghi delle eterotopie

#4/ Il fermo istante di un barbecue

MF

15 Aprile 2011

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Foto di Giovanna Marino Testo di Paolo Rigo   Devo uscire. Tornare di là prima che gli altri si accorgano della mia assenza prolungata. La padrona di casa non può stare via per molto. Agnese, perché fai così? Se non ti sta bene una cosa dovresti urlarla al mondo e scappare via. E invece no. Silenzio. Meglio il silenzio. Nessuna parola e nessun ricordo del tuo comportamento da sciocca. Né per te, né per nessuno. Respira Agnese, respira. Un respiro…

I luoghi delle eterotopie

#3/ Non dimenticare: suono, parole e foto

MF

4 Marzo 2011

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Foto di Federica Tafuro Testo di Paolo Rigo Questa era la mia vita. Era rimasto tutto uguale a prima. Il vento scorreva rapido sulle sue ali freddose, i capelli che rimanevano assorti da quella ruggente carezza, erano sempre di meno, e forse avevo messo su qualche chilo. Ma l’anima, l’uomo, me stesso, la vita. Loro, loro erano sempre gli stessi. Tutto uguale. Come era uguale dal giorno alla notte e dalla notte al giorno la valle del parco sotto i…

I luoghi delle eterotopie

#2/ Uno e uno

MF

11 Dicembre 2010

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Foto di Thomas Marroni Testo di Daniele Visentini      «Daniele! Ma… Dico!».    «Che cosa c’è?». Nella complessa sinfonia delle sue accortezze formali quell’urlo stizzito stona. Stona, anche, quell'involontario massaggiare il pollice sinistro imprigionato nel pertugio della destra chiusa a pugno, come il wurstel in un hot dog; quel temperarlo ruotandolo in un senso, poi nell'altro con regolari spasmi: suona come un invito a non soffermarsi sullo sguardo trepidante dei suoi occhietti da pesce rosso, ipnotizzato in un perenne…

I luoghi delle eterotopie

#1/ Io e Jamie

MF

31 Ottobre 2010

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Foto di  Enrico Datti Testo di Riccardo Cavaliere “È come quel gruppo su Facebook, esattamente identico” “Quale gruppo?" “Allontanarsi dalle esplosioni senza guardarle” “Uao” “Sì, dico questo paesaggio. È uguale a quelli del gruppo, cioè uguale alle foto delle esplosioni”. Così io e Jamie ci allontanavamo da Las Vegas. Lei guidava e io pensavo. Lei parlava e io pensavo. E certe volte interrompeva i miei pensieri e mi capitava, non lo nego, di chiedermi come sarebbe stato fare quel viaggio…

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