“Che fine ha fatto la tua etichetta?”. E mi domando sgomento a quale regola del galateo ho contravvenuto incontrandola, la collega: non l’ho salutata? Non le ho ceduto il passo dal corridoio al patio esterno? Non mi sono pettinato, ho mal combinato i colori… “Che fine ha fatto la tua etichetta?”, mi ripete mentre sento lo sgomento salirmi al volto (sono burbero, è vero, ma mai scortese, spero, e la taccia di maleducazione mi atterrisce, sinceramente). “Passavo ieri, dal tuo…
C’è chi non ce la fa. Chi proprio non ci riesce, a crescere. E doppiati i quindici anni (con scarto, pure, di un lustro pieno) da quindicenne ancora si comporta. Peggio, da adolescente pretende siano gli altri a comportarsi. Non come gli adulti, quelli sani, che provano ad andare oltre, a vivere; a vivere “nonostante”, se possibile mai “contro”, qualche volta pure “con”. No, loro no. Loro non ce la fanno. E non devi farcela nemmeno tu. Già non ti…
Capita che ti chiedano un favore. Capita che tu ti chieda, a tua volta, “A che pro?”. Fatica gratis non se ne fa, è la prima legge dell’antipadulo (abolita la Leva? sparito il gergo: cerca su Google, lettore mio imbelle, cerca su Google…). Ma lo fai. Alla fine lo fai, perché gli (le?!) vuoi bene, alla collega pazza. E tanto: le vuoi bene proprio perché è pazza, faticosa e affettuosa. È una rosa piena di spine, e le spine ti…
Me lo merito o no, un bel regalo? Sì, lavoro! Tanto, pure. Me lo merito. Anzi, due: me ne faccio due. E cerco, per buona parte della mattina, le due cose che voglio: un appendiabiti (e mi scopro manzoniano: si dice attaccapanni, in commercialese) e un trolley (e mi scopro filo-yankee: si dice… si dice?! In italiano non si dice: trolley. Sorry about that, Ale). IKEA, Carpisa. Poi si vedrà, con comodo. Missione compiuta. A cose fatte consegue di norma…
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