Se strizzava gli occhi a fessura, il mare si trasformava in una vallata di diamanti. L’aria salmastra le solleticava le narici, mentre i pochi granelli di sabbia inspirati col vento rendevano il contatto fra lingua e palato piacevolmente ruvido. Tutti i suoi sensi erano soddisfatti, in quel pomeriggio di inizio giugno, quando è presto per un bagno in mare e soffia troppa afa per starsene lì, a pancia all’aria, ad azzerare la mente e a concentrarsi sul nulla. Il traffico…
«Barba di matusalemme ballerino, che botta!» «Tutto bene, pard?» «Sì... o meglio no... mi fa male la testa, devo aver sbattuto da qualche parte... dove sei?» «Sono qui» «Qui dove, non ti vedo...» Un fiammifero accese il corridoio e la faccia dell’uomo, segnata e quadrato, la fiamma illuminava la sua camicia gialla e il fazzoletto nero legato stretto al collo. «Che botta... a te non ti fa male la testa?» «Smettila di lamentarti vecchio brontolone» «Smettila un corno, per i…
Era ormai un mese che dopo scuola andavamo tutti a casa di Chad. Entravamo in cucina e la mamma ci urlava dal piano di sopra di prendere quello che volevamo dal frigo. Ci preparavamo dei panini o delle frittelle facendo un gran casino. Era importante che facessimo confusione. Mentre Darrin, Ace e io riempivano fette di pane con burro d’arachidi e marmellata, Chad si infilava al piano di sotto, nella taverna del padre. La porta che dava sulle scale cigolava…
Una pioggia malinconica e intermittente era caduta durante le prime ore della mattina e la sabbia era ancora bagnata. Il sole, che pur schiariva il cielo in quel pomeriggio di fine dicembre, non era sufficiente ad asciugarla, ma restituiva al mare il suo azzurro più bello. Del resto il piccolo Mohammed era lì, come ogni giorno, per il mare. Non gli importava della sabbia su cui sedeva; sarebbe bastata poi una scrollata per toglierla dai vestiti. A Tangeri quell’inverno si…
EXTREMEPadzine - anno XVI, n° 7. [tradotto dal francese] Dal 2031, anno del definitivo abbandono dei lavori per la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina (Italia), si contano ventitrè morti a seguito di lanci dal Dito. Dopo la repentina fuga degli ultimi avamposti militari a protezione dei costruttori scappati via anni prima, in questa prima metà del 2033 si è raggiunta già quota nove decessi, con un’impennata della frequenza dovuta proprio all’assenza di controlli. Il Dito… un unico gigantesco…
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