«Ho sempre amato il sangue. Uccidevo per puro piacere e mi divertivo a vedere la vita scorrere via da quella gente senza più libertà di scelta. Il Natale era il periodo che ammazzavo più gente: provavo un orgasmo nel sapere, nell’immaginare il dolore dei familiari proprio in quella giornata per loro tanto speciale. Alcuni giornali avevano ipotizzato che io appartenessi a una specie di setta satanica, ma in realtà era soltanto il mio hobby, un gioco. Capisce signor detective?»
Sentì le ginocchia cedere, ma non cadde: riuscì per qualche strana magia a restare in piedi con una freddezza neutrale e con una rabbia infinita.
Il detective Marcus era abituato a porci, sadici, schifosi come quello, ma non aveva mai sentito un discorso tanto carico d’odio. Sbraitò contro quell’uomo e uscì piangendo. Fuori dall’ufficio il mondo era bianco, era freddo, ma non era cattivo, erano gli esseri umani a renderlo un ambiente a volte così pessimo.
Camminò per ben sei isolati ammirando il panorama, osservando il cielo e le strade con le lacrime che gli rigavano gelide le guance.
Cosa avrebbe detto al povero Mattias, il suo piccolo bambino di soli sette anni che non aspettava altro che l’arrivo di Babbo Natale? Che scusa avrebbe trovato per giustificare quella morte assolutamente imprevedibile? Pensò e ripensò. Rigirò i pensieri nella sua mente, li avvolse, li colorò di altre mille sfumature, ne creò di nuovi, ma non vi era una soluzione per un avvenimento del genere.
«Ho sempre amato il sangue...», quel mostro aveva rovinato per sempre il Natale a tutti. Oltre a uccidere una decina di persone innocenti, o meglio colpevoli di essere nel posto sbagliato al momento sbagliato, aveva tolto l’esistenza a un uomo che aveva sempre e solo fatto del bene al prossimo e non meritava certamente di morire. Il fatto peggiore però era che tutte le generazioni future non avrebbero mai e poi mai conosciuto un uomo tanto buono quanto quello che ora era disteso sotto terra come un comune mortale.
Inserì la chiave nella serratura con infinita lentezza, aprì il portone di casa e vide il piccolo Mattias seduto davanti all’albero di Natale mentre piangeva disperato.
«Papà, perché non è ancora arrivato? Io lo stavo aspettando, io lo sto aspettando!»
Il detective Marcus ingoiò il boccone più amaro di tutta la sua vita e disse la bugia più grossa che avesse mai inventato: «Piccolo mio, Babbo Natale non è mai esistito, è sempre stato il tuo papino a portarti i regali a Natale».
Il tempo passa e i bambini accettano le verità meglio di chiunque altro, ma a volte la vita sarebbe migliore senza duri dogmi da portare sulla schiena.
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