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“Donna In Poesia”: i vincitori

articolo di Redazione

In occasione della Festa della Donna, come omaggio all'universo femminile, la redazione di Flanerí è lieta di proclamare i vincitori del primo premio "Donna In Poesia".

In ordine di selezione, i tre componimenti vincitori sono: "Ufficio di collocamento", di Franco Casadei; "Sigma Scorpii", di Irene Ester Leo; "Pagine senza voce" di Valentina Li Volsi.
Di seguito, oltre alle tre poesie che verranno premiate, riportiamo i versi di sette autori che, a nostro avviso, si  sono comunque distinti per bravura, così da offrirvi una selezione di tutto rispetto.
Ringraziando, ancora una volta, tutti coloro che hanno partecipato con entusiasmo al premio, vi auguriamo buona lettura e a tutte le donne, poetesse e non, buon 8 marzo.

 

1
Franco Casadei

Ufficio di collocamento

Con lei,
nell’altro mondo,
vorrei
accordare violini.

 

2
Irene Ester Leo

Sigma Scorpii

Attendono nell'ombra, il quotidiano, fino a farsi vetro
sono femmine le pietre della strada,
fiere e belle, profili di matrice profonda,
sottili,
arcate eppure nel vento,
la memoria non ha ami di ferro tra le sue storie.
Il mio destino intero,
devo al grembo che cantò il nome.
Le volontà
tutte sollecitate al passo
tutte afferrate,
inviolate nelle cadute,
hanno la nocciola nel guscio,
nocciola verde per il senso,
gli occhi del mio specchio.
Di lana
la morbidezza dell'arco
la premura, l'attesa,
le parole pronunciate al buio delle quattro,
di lato al cuore, il raccolto tutto,
di lato, la mano tendente al bianco.
L'odore è forte quando sale fiorente.
Si incarnano in novelli orditi,
allo svoltare delle altezze del tempo,
faro terreno fulgido e forte,
gli occhi di mia madre.

 

3
Valentina Li Volsi

Pagine senza voce

Fugge a vederle
lo sguardo che vorrebbe gridarle

E incontra - d'un tratto - altri occhi
appena fuggiti alle stesse parole.

Scioglie l'inchiostro in rivoli neri
quell'antico, paziente amore.

Dolce segreto di ieri
adesso dolore.

 

4
Tiziana Monari

La pittrice di Shangai (a Pan Yulian)

Dipingevi i sensi con la grazia e la morbidezza della neve
in quei giorni profumati di agrumi e cedro vecchio
era umido il bacio del pennello sui rossi che si muovevano nel languore della notte
sui beige che si tuffavano in un turbinio di pelle, di liquidi, di muscoli guizzanti

immersa nelle ombre clementi della sera
le setole sciamavano come locuste sul grano maturosi immergevano nei lividi raggi dell'alba
nel dolore che faceva eco ad una strana tristezza

l'ombelico si corrugava in una ruga
in un bianco senz'anima
e nell'orbita perpetua del tuo campo visivo il tormento si faceva stella
le ferite diventavano il motore della creazione

e le tue donne delle rose brillavano
nude d'avorio nel loro godimento perfetto.

Candide falene divenute immortali.

 

5
Stefania Raschillà

Penelope

Vieni, tenero amico, risvegliamo i corpi
ci fece il lungo inverno libri muti,
fiori dimenticati, rami secchi,
afone armonie. Lascia che torni sopra i rami il sole
e come gemme ci schiuda
a primavera.

Fulminea ci sfiora la
vita
e fugge. Presto, succhiamola,
sino a che dura il giorno.

Poiché nell’istante in cui accogli nelle viscere
il seme regale d’Ulisse,
proprio allora, Penelope,
tutto è compiuto.
Sei ormai al riparo – protetta dalla vita, di nuovo
giochi nel letto con la solitudine. Prende la sua rivincita.
Non ti turba il distacco.
Diafana, evanescente, algido
simulacro cresciuto in corpo di donna,
tragica Erinni, lacrimosa vestale del
silenzio,
perché congiunti i vostri nomi
valicano
i secoli?

È falso che ti fosse ignoto
il forestiero inviato dalle onde
piuttosto, sino alla fine sperò il tuo cuore
che assieme agli altri perisse
nel combattimento decisivo!

 

6
Lajla Pagini

Da ragazza

Da ragazza
mi intrecciavo i capelli
prima di andare a dormire,
perché i sogni non li aggrovigliassero
di nodi dolorosi come la passione.

Non conoscevo ancora
la via che conduceva
al mare aperto
né il sentiero che portava
alla prima neve.

 

7
Rossella Luongo

Donne guerriere

Il fruscìo delle foglie
resta nel brusìo del mare
lasciato lontanamente
nel tempo che precede.
Strisce di sole tenero
s'agitano onde indomite
tra gambe e labbra
di donne guerriere,
icone di facce liquide
in corsa, distrattamente.
Attraversamenti pedonali
abbagliati freneticamente
da un respiro all'altro
della città, stretta agli angoli
della bocca senza fiato.
Tutt'intorno violentemente
il vento sgombra
dalla piazza il vuoto,
in un attimo senza spazio
segue lento il discorso
in una goccia di ghiaccio
e arresta il senso delle cose
alle porte degli occhi.
È già inverno.

 

8
Aldina De Stefano
In cucina

Inferti sul tavolo in legno
le ferite di tanti coltelli

immergo lo sguardo assonnato
e bevo un amaro caffè

già all’alba
le cose mi assediano.

 

9
Paolo Rigo

Donna

La donna guarda lontano,
la donna è
nella goccia di lacrima e sudore
...sopra spalla per trovare un'affermazione...
la donna, la donna-amica è leggero...
sentore di spighe nel campo
meriggio-dorato…
creatura
d'amido per il pane…

la donna è viva senza l'autore.
la donna è come la vita.
la donna è viva.
la donna è.

 

10
Luigi Arena

A te

A te
radice,
unghia
ed essenza
di silenzio
brullo
a te
eterna fanciulla

a te
piaga
e tormento
istante
d’allegro
rimpianto

a te
sorriso,
bacio,
orizzonte
di pace
a te
brama
d’urlare
a te
ruvida ombra
di mare…

Per ogni donna.

 

 


8 Marzo 2011




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