Trovare ciò che si cerca è un’utopia; per non parlare di quando si cerca un libro.
Migliaia di libri allineati, ognuno con un suo titolo non meno eloquente degli altri. Ogni autore con quel nome e cognome strambi (perché tutti i nomi e i cognomi veri sono strambi) che rendono il libro, per osmosi, interessante, e le bandelle, e i blurb, micro pezzetti di testo messi lì a testimoniarne la validità... i libri sono potenti, oggettini piccolissimi e dai colori sgargianti o sbiaditi, usati o nuovi, magari da regalare perché abbiamo visto la pubblicità o perché sono di quell’autore che amiamo.
Quando non ho le idee decise mi piace torturare in qualche modo il commesso della Libreria.
«Buonasera, vorrei un libro… non ho chiaro il titolo».
«Mi dica almeno l’autore».
«Beh, già partire dando per scontato che sia un uomo mi sembra offensivo!»
«Scusi, ha ragione...», i commessi delle librerie non sono esuberanti come le tipette dei negozi, spesso si tratta di persone calme e pacate.
«Non volevo essere aggressiva, mi scusi lei, è che, per l’appunto, volevo un libro scritto da una donna».
«Sì, ok».
«Però non ho le idee chiare. Vorrei un romanzo, sì, un romanzo di fine Ottocento... o forse del Novecento?»
«Quindi?»
«No, allora, meglio del Novecento, un romanzo sperimentale, di un’autrice che sia preferibilmente anarchica».
«Non so se abbiamo un libro che corrisponda a questi requisiti».
«Ma sì che ce l’avete! Dev’essere donna, anarchica e... meglio se sposata, il fatto è che mi viene lo sconforto a leggere donne morte zitelle...»
«Non so proprio…»
«Non che ce ne siano tante, però... della sfortuna delle scrittrici si è scritto molto... ma lei ha ragione! Non focalizziamoci solo sull’autrice! Dunque, il libro, sperimentale, deve rappresentare gli ideali dei paesi mediorientali. Sì, dev’essere una storia di passione ma anche di ragione, di analisi della realtà e di analisi psicologica... descritto da un’indole femminile, sicuramente saranno un uomo e una donna i protagonisti, ma magari non staranno insieme, sennò le avrei chiesto un libro di Liala o uno di questi romanzetti d’appendice. Dev’essere una storia che rifletta una grande personalità e ovviamente deve contenere tutte quante le domande primordiali sul mondo, sull’esistenza...»
«Mi mette in difficoltà, non so proprio che dirle… mediorientale, anarchica, che rifletta sulla vita ma anche con un’analisi psicologica, del Novecento...»
«Esatto!»
«Guardi, provi ad andare lì al reparto Medio Oriente... ci sarà un libro di un’autrice donna! Difficile sarà trovarla anarchica...»
«Va bene, grazie, grazie mille».
E come al solito non trovo quello che cerco, ma emigro nella letteratura inglese, dove un classico di Jane Austen che non avevo letto mi sceglie per essere acquistato.
Racconto di una giovane scrittrice tosco/romano/pugliese non so se anarchica ma di sicuro ricca di talento!
Qui si racconta di come tutti i libromani siano dei pazzi svalvolati...
se ci fosse un mi piace metterei un mi piace al commento di fabrizio..ci ha colto nel segno!
Posso precisare che non è una storia vera? Alcune persone mi hanno domandato se tutto ciò era successo davvero a qualcuno...la risposta è no! ![]()
Condivido il commento di Nico d'Aversa! Mi è piaciuto molto il racconto:originale,,divertente, ma anche profondo con una piacevole venatura ironica. Complimenti,Ornella.Continua...
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