Intervistiamo Francesco Barbi, autore che avevamo già contattato ai tempi del suo primo libro, L’acchiapparatti, e che ritroviamo nelle librerie, già da qualche mese, con Il burattinaio (Dalai Editore, 2011), volume che sta confermando le aspettative dell’editore e del pubblico. E sono due. Il secondo libro è sempre il più difficile per uno scrittore. Si hanno addosso gli occhi di molti addetti ai lavori e di un pubblico che ha iniziato ad apprezzare uno stile o un modo di scrivere. Che…
C’era una volta una grande tenuta, ammantata dal bosco e affacciata sul lago. Una terra vivace come un corpo, con capelli di foglie e organi freschi per ogni stagione. Una macchia di alberi e cielo. E sulle sue gambe, appuntita come una smorfia, spunta una casa. Non è un quadro impressionista, pur avendone ogni elemento. È la cornice, e insieme il dipinto, il soggetto e il contesto del romanzo di Jenny Erpenbeck, Di passaggio (Zandonai, 2011). All’interno di questo mondo, nel…
Chi di noi, osservando un dipinto, non si è sorpreso a interrogarsi sulla storia del soggetto raffigurato o ha tentato di ricostruire una vita dando spessore, profondità al personaggio? Ecco ciò che è successo alla scrittrice Barbara Notaro Dietrich, la quale è partita dalla superficie della tela per raccontare la storia di Una famiglia come tante, che vive «in quel Paese che aveva reso grande la famiglia e quella solida casa in pietra semplice stava lì a dimostrarlo». La saga…
Qualche giorno fa mi sono trovata in una situazione imbarazzante. Ero seduta nella sala d’attesa di uno stimato professore. Benché la stanza fosse piena, non volava una mosca. Gli altri pazienti stavano compostamente seduti in silenzio. Al massimo potevano scambiarsi qualche parola sussurrata. Per ingannare il tempo, come mio solito, mi ero portata un libro, Gobbi come i Pirenei, romanzo d’esordio di Otello Marcacci, edito da Neo Edizioni, giovane casa editrice indipendente abruzzese che anche nella nuova collana Dry (che…
A fumare, fumava molto. E quel giorno l’ascensore non funzionava; i sette piani di scale della sede della rivista Expo se li è dovuti fare a piedi. Aggiungeteci una mole notevole di lavoro. Stress. Metteteci pure l’aver appena concluso il terzo capitolo della saga – e già la mente guardava al seguito. Infarto. Era il 9 novembre 2004 e lo scrittore svedese Stieg Larsson moriva così, in redazione, quasi a voler autocitare una scena dell’ultimo romanzo. Se ne va improvvisamente,…
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