Ristampato da Bompiani Il mondo delle cose senza nome, struggente e intenso pamphlet di Daniela Rossi sotto forma di memoir familiare.
L’autrice avanza senza sosta in una lettera che è una “lettera d’amore sincera” al figlio appena nato. La scoperta di una prematura sordità scoperta pian piano, dalle piccole cose quotidiane. Poi il coraggio e l’emozione nel cercare una soluzione non traumatica, il desiderio continuo e fortissimo di “offrirgli” una vita “normale”.
Un viaggio da percorrere insieme – medici, logopedisti, genitori, amici – cercando da capire la giusta porta da aprire, l’attimo da cogliere, la speranza da rincorrere.
Daniela Rossi procede con eleganza, con un linguaggio tra il “profondamente realistico” e l’onirico, alternando durezza e tenerezza, elementi fondanti per la realizzazione di un sogno.
La scrittura si manifesta come scelta di “fiducia e libertà” che vuole puntare dritto al cuore.
Le sfumature dei suoni e dei colori che sembrano “proibite” al figlio per essere paventate devono “vivere” con quanto di buono abbiamo intorno: socievolezza, simpatia, curiosità, allegria, amicizia.
Tutto questo diventa missione di vita: con tutti e contro tutti. Con l’amore, le amicizie, le speranze. Contro i conflitti della vita, i litigi col marito. l’arroganza di alcuni medici e dei presunti esperti, i lutti.
L’autrice incontrerà per strada una nuova “se stessa” e un nuovo rapporto con la spiritualità e con il mondo intorno. La voce dell’amore materno diventa amore assoluto e totale, richiamo, urlo, voce sottesa, fiaba, frase da sussurrare a voce bassa.
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