LeInterviste

Intervista a Franz Krauspenhaar

intervista di Matteo Chiavarone

 

Abbiamo intervistato Franz Krauspenhaar, poliedrico autore de Un viaggio con Francis Bacon e, soprattutto, una delle voci più interessanti della narrativa degli ultimi anni.

Come nasce l’idea di questo saggio narrativo? E l’idea di unire questi vari stili?

Dall'esigenza di fare qualcosa di nuovo, almeno per me. Attingendo dalla mia esperienza. La scrittura autobiografica fa parte da tempo del mio bagaglio. Ho unito il racconto di me stesso alle prese sostanzialmente con un'ossessione, Francis Bacon. Una sorta di faro nero. Senza volerlo, scrivendo questo libro mi sono liberato di quest'ossessione. È stato grattando la carta, scavando dentro di me in questo viaggio sotto la superficie delle  cose. Un viaggio che io ho provato a fare con lui, e con la partecipazione di svariati stimoli culturali. Gli stili si sono uniti automaticamente, come in un collage.

Viaggiare con Francis Bacon sembra anche un interessante viaggio con Franz Krauspenhaar. Qual è il legame tra lo scrittore e il pittore?

Sì, non ho potuto non mettere sulla graticola me stesso. Non per mero egocentrismo, piuttosto perché l'approccio diretto, sulle cose e la cultura è spesso diretto, senza filtri. Devo toccare le cose che descrivo, e per toccarle devo scrivere di me stesso, quasi in presa diretta, che le tocco. Come se girassi per "l'ossessione Bacon" con una telecamera in mano. Il legame tra me e lui e forse una forte visceralità nell'approccio con la materia artistica. All'interno di questo gesto potente c'è poi tutta una serie di ragionamenti effettuati in precedenza, ma mai a freddo, mai in maniera distaccata. Bacon è uno che tende a non dare spiegazioni precise ai suoi quadri e anch'io, nel mio ambito, tendo a non spiegare. Sono sempre dell'opinione che l'arte sia un mistero, un enigma che noi mettiamo sul palcoscenico e di cui siamo noi stessi spettatori spesso increduli come gli altri. È la forza motrice vitale, che spesso viene dalla disperazione ma spesso da un'incontenibile voglia di vivere con forza e intensità che spiega se stessa attraverso le opere. L'arte non è una replica o una rappresentazione della vita, l'arte è la vita portata ai nostri sensi e al nostro cuore con altri mezzi.

Esiste un legame tra l’arte di Francis Bacon e l’arte di Franz Krauspenhaar?

Forse proprio questo sondare senza posa nel profondo, anche inconfessabile. Una certa propensione all'angoscia. Un certo gusto di sconvolgere i piani, nella consapevolezza che il surrealismo è l'unico realismo davvero possibile.

Dopo Era mio padre, torni in libreria con un libro in cui alcune tematiche di Era mio padre continuano a riaffiorare. Ci sarà un seguito?

Dopo Era mio padre è uscito L'inquieto vivere segreto che è una sorta di Era mio padre rovesciato in salsa surrealista. Il capitolo "origini" si chiude. Credo che il finale de L'inquieto vivere segreto faccia capire che non c'è altro da dire sull'argomento, è un finale vero e proprio, con tutto ciò che questo comporta.

Sesso e ossessioni e ricerca della bellezza.

Il sesso può essere un'ossessione e così la ricerca della bellezza. Queste due ossessioni sono sostanziali alla ricerca dell'amore in senso lato. Per me non esiste l'amore senza sesso, perché esso è il motore della vita, senza scampo potremmo dire. E la bellezza è il centro di irradiazione del piacere di vivere, una sorta di risposta alla domanda: "Cosa ci faccio qui?" La bellezza non ti dà scampo, anch'essa, è materia incandescente dalla quale può sortire di tutto, dal bene al male. La bellezza è comunque miccia di creazione e creatività. È spunto di riflessione, anche, di approfondimento. La bellezza diviene profonda nel momento in cui in certo modo ci riconosce e contraccambia il nostro amore. È una ricerca estetica che ovviamente ingloba tutto, miserie umane comprese.

Progetti futuri?

Ho appena finito un breve libro sul calcio come metafora di una passione (amorosa, culturale, insomma vitale) che finisce. Anche questo autobiografico ma con parecchi agganci, ovviamente, a fatti e personaggi della storia di questo sport che è più di uno sport. Sto per iniziare un breve romanzo - mea culpa! - anche questo autobiografico in cui un Franz quattordicenne gira per una Milano della metà degli anni 70 tra molotov, lezioni al liceo, brutti voti, smargiassate adolescenziali e questi due poli opposti: la passione per Lando Buzzanca e la morte, nel novembre del 75, di Pasolini. Un libro su chi eravamo che spero non si risparmi anche in un certo divertimento. 

Cosa ne pensi della vittoria di Pennacchi al premio strega? E dell’e-book?

Non so che dire di preciso, non avendolo letto. Però anni fa lessi in vari giornali e riviste del suo romanzo Il Fasciocomunista. Mi colpì la tematica, l'unione di due elementi che poi tanto lontani, alla prova dei fatti e della storia, non sono. Sono affascinato dalle ibridazioni artistiche ma anche politiche. Però poi il libro non lo lessi, per il solito problema del tempo e dell'incalzare delle letture professionali. Comunque, indipendentemente dal valore del suo libro e di quello di Silvia Avallone, credo gli sia stato dato un premio alla carriera, com'è stato per Tiziano Scarpa l'anno scorso, e credo che lo Strega in questo modo ne acquisti finalmente in credibilità. Non ha alcun senso premiare un esordiente. Ed è pericolosissimo proprio per l'esordiente. Una cosa da killer, secondo me.

L'e-book Penso che sia un bel corollario, ma io sono per la carta, pur essendo anche un vecchio blogger che usa la rete per sperimentare. La carta è la carta. Non vedo davvero la necessità di sostituirla. Personalmente detesto la tecnologia inutile. L'I-phone è un bell'oggetto, ma in fondo a che serve? Io sono orgoglioso del mio vecchio Nokia acquistato 5 anni fa, che praticamente ha solo le funzioni base. Mi basta quello, non voglio essere collegato quando sono fuori dal mio studio. Sono per la funzione on/off! 

Grazie e buona fortuna.


30 Agosto 2010



Chiudi





etichette





© 2010 - 2012 flaneri.com – Tutti i diritti riservati. Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Roma – Autorizzazione N. 54/2012 del 15/03/2012