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The Italian Bookshop: c’è ancora una libreria italiana nel cuore di Londra

articolo di Chiara Fratantonio

«Da oggi una libreria italiana nel cuore di Londra». Era il 21 maggio 1994 e con queste parole il Corriere della Sera salutava l’apertura nei pressi di Leicester Square a Londra del primo Italian Bookshop del Regno Unito, affidato a Flavia Gentili per iniziativa del distributore Messaggerie Musicali. La libreria occupava (sì, oggi dobbiamo usare l’imperfetto) uno spazio su due piani in moquette e parquet al numero 5 di una via dai colori ottocenteschi, piena di librerie antiche, negozi di stampe e botteghe: Cecil Court. In un periodo in cui l’interesse per la lingua e la cultura italiana era decisamente in crescita (ricordiamo che l’italiano è ancora la terza lingua studiata nel Regno Unito), la volontà di riempire una lacuna presente nel mercato editoriale inglese, che riguardava appunto l’offerta di una selezione di titoli italiani e sull’Italia in un unico punto vendita, era diventata qualcosa di più: un luogo in cui respirare un po’ della bellezza del nostro paese proprio attraverso ciò che da sempre, per fortuna, ci rende orgogliosi: la nostra letteratura; un punto d’incontro per gli italiani residenti a Londra, un luogo dove andavano a curiosare gli inglesi che stavano imparando o volevano imparare l’italiano.

Nonostante il passaggio a una società inglese che si occupa della distribuzione di libri europei e alla cura di una libraia da generazioni, Ornella Tarantola, nell’aprile 2012 la libreria ha chiuso i battenti. Chi passava da Londra ogni tanto ed era solito fare un salto a Cecil Court, è rimasto deluso. Ci è venuta voglia di saperne di più.

«Non possiamo nascondere la realtà», ci ha raccontato Ornella Tarantola, «le librerie hanno sofferto e stanno soffrendo anche qui. Negli ultimi anni l’aumento delle tasse universitarie e la crisi sicuramente non hanno invogliato giovani e meno giovani a iscriversi ai corsi d’italiano. Poi è arrivato il rincaro degli affitti. Per me è stato un grande dolore».

 

 

Gli inglesi, però, sono più conservatori, più attenti e rispettosi delle piccole attività. È per questo che molte librerie continuano a esistere, come piccoli tesori da scoprire negli angoli della capitale britannica.

Se cercate su Google, infatti, scoprirete che The Italian Bookshop esiste ancora e si trova oggi in Warwick Street 5, a cinque minuti a piedi dalla vecchia sede e all’interno di un’altra libreria, The European Bookshop. Uno spazio certo meno ampio, ma uno spirito e una voglia di fare che non accennano a diminuire.

«Lo spazio è bello e sono contenta! Abbiamo potuto portare con noi tutte le cose importanti e credo che, nonostante l’assoluta mancanza di una politica di supporto alla lingua italiana, questo posto rimanga una bella vetrina per la nostra editoria».

 

 

E i lettori inglesi sembrano rispondere bene: «Gli inglesi amano avere il libro in mano, sia su Kindle che cartaceo. Sono amanti della Divina Commedia e se dovessi accogliere tutte le traduzioni potrei aprire una libreria dedicata solo a quello. Stanno però scoprendo anche la nuova letteratura italiana e vendiamo Carofiglio, Carlotto, Lucarelli. Anche se il più venduto in assoluto rimane Ammaniti. Il metodo che usiamo per interessarli è raccontare dove sono ambientati i libri. In questo periodo propongo Io che amo solo te di Luca Bianchini (Mondadori, 2013) dicendo che è ambientato in Puglia e gli inglesi ne vanno pazzi. Cercano tra le pagine un po’ dei nostri paesaggi, un po’ delle nostre atmosfere».

Un libraio che lo sia davvero, che sappia consigliare e sia vicino al cliente, infatti, rimane il segreto del successo di una libreria, del piccolo circolo che si crea intorno ai suoi scaffali, della rete di incontri e di ritorni che sfida anche le complesse dinamiche di una metropoli.

 

 

Ma l’Italian Bookshop non è solo questo.

Una vivacissima pagina Facebook con stati e commenti quasi interamente in italiano, un sito ordinato e pieno di rubriche, le presentazioni e gli eventi.

«Se vengo a sapere da un amico che qualche scrittore italiano passa da Londra, che c’è la possibilità di ospitarli e di creare un evento, un’occasione di scambio e di conoscenza io li acchiappo al volo! E i miei eventi sono tutti rigorosamente in italiano».

Proprio Luca Bianchini sarà ospite dell’Italian Bookshop la prima notte d’estate, il 21 giugno, mentre tra qualche settimana, il 4 giugno, arriverà Luciana Littizzetto con il suo Madama Sbatterflay, edito da Mondadori nel 2012.

Quando chiediamo a Ornella di dare un consiglio a tutti i giovani italiani appassionati di libri e di editoria che vogliono provare a fare un’esperienza all’esterno, ci risponde: «Non arrivate qui con un inglese approssimato. La meritocrazia qui funziona ancora, quindi continuate a esserci!».

Se vi trovate a passare da Londra, non dimenticatevi di fare un salto all’Italian Bookshop e di firmare l’ormai mitico poster di Aprile.

 

 

Ringraziamo Ornella Tarantola per la disponibilità e Alessandra Ciriachi per le foto.

 

Per ulteriori informazioni:
The Italian Bookshop
5 Warwick St. London W1B 5LU, Regno Unito
+44 20 7240 1634
.(JavaScript dovrebbe essere abilitato per vedere questo indirizzo email)

Sito Web
Pagina Facebook


22 Maggio 2013



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