Roberta Torre si misura con le tavole del palcoscenico e, per farlo, sceglie Annibale Ruccello, uno dei più grandi teatranti del secondo Novecento, e la sua rilettura de La ciociara. Scelta, sulla carta, azzeccata dato che entrambi vogliono distaccarsi dai toni realistici del romanzo moraviano e dalla tragicità del film di De Sica. Una ciociara, quella di Ruccello, in flashback: Cesira e Rosetta sono figlie e vittime del consumismo, ormai la guerra è alle spalle e tutto è cambiato; il…
Arte visiva, teatro, musica, cinematografia; trasformismo, feticcio, nudo; parola, poesia, ritmo; impegno, contro-cultura, felicità; misura, contenimento, eccesso, scandalo. Non è una nuvola semantica delirata in hang-over post-ebbrezza ma la cifra nuova del modo nuovo di fare/essere arte nei canali dell’alternatività. Non le sole geografie sono globalizzate dalla post-modernità: sconvolti e rimescolati sono anche i confini, le pertinenze delle modalità espressive convenzionali sulla scena e fuori. Oltre le tecniche, oltre i copioni, oltre i luoghi deputati, oltre le geometrie dei ruoli,…
Napoli è proprio come la legge Servillo. Caotica, articolata, un dedalo di vicoli insidiosi che scendono a mare, doppia, controversa, enigmatica. L’attore assume su di sé tutte le voci e diviene, sulla scena, portatore di una napoletanità troppo spesso confusa e martoriata dalle cronache, dai giornali, dai media. Curvo sul leggio, Servillo comincia il suo viaggio nel paradiso-inferno Napoli con un poemetto di Salvatore Di Giacomo dal titolo “Lassamme fa’ a Dio”, interpretato in maniera superba, una vera lezione di…
Quando si entra nel Teatro Stanze Segrete, in questi giorni, ci si trova a calpestare il parquet del raffinato salotto di un giovane gentiluomo inglese, Tony, futuro avvocato appena tornato a vivere nella brumosa Londra degli anni ’60. In un angolo, un pianoforte, al quale già siede il musicista che ci accompagnerà per tutta la serata. Alle pareti, i grandi specchi non si limitano a moltiplicare lo spazio: ne rivelano ogni angolo, come faranno con i personaggi del dramma. Lo…
Chi ne ha l’opportunità, in queste giornate di gelo, si metta un paio di scarponcini da neve e vada a vedere Gli innamorati immaginari. Alla fine, avrà altro da battere che non siano denti o ginocchia. Lo spettacolo, in scena al teatro India fino al dieci febbraio e successivamente al teatro Tor Bella Monaca, è frutto di un laboratorio di perfezionamento sulla commedia dell’arte organizzato da Teatri di Roma e tenuto, fra gli altri, dallo stesso regista Leonardo Petrillo. Partendo…
La morsa si stringe su chi vive l’apparente calma della quotidianità, perché fatta di accattivanti giorni felici, come di silenziosi baci, di figli che crescono e di un lavoro soddisfacente. Si cade nella morsa in virtù di una ricompensa, dunque. Si accetta di vivere una felicità immediata al prezzo di vincoli senza tempo. Pirandello costruisce in La morsa un’altra “stanza della tortura”, in cui tuttavia non vi è alcun boia. La tortura è l’evidenza della vita che viene mostrata. Non…
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