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“Memorie di un sognatore abusivo” di Paolo Pasi

di Dario De Cristofaro / 31 maggio

Cosa accadrebbe se, all’improvviso, il Governo decidesse di imporre una tassa sui sogni? Chiedetelo a Bob, protagonista di Memorie di un sognatore abusivo (Edizioni Spartaco, 2009), l’ultima fatica del giornalista e scrittore milanese Paolo Pasi. Un libro-confessione a metà tra la fantascienza e l’estremizzazione del nostro presente.

Siamo nel 2035. Lo Stato, governato da un regime dittatoriale, impone tasse sui sogni della gente e ne controlla il sonno attraverso una macchina infernale chiamata X-19. Una schiera sempre più insoddisfatta di insonni vive passivamente la propria esistenza tra sotterfugi per ingannare la polizia onirica e distorsioni della realtà che possono diventare fatali. È in questo mondo così snaturato e surreale che si svolge la storia di Bob, uomo tartassato dal fisco perché sognatore particolarmente attivo e fecondo. Malgrado le disavventure che gli accadono giorno dopo giorno, costui riesce a prendere gradualmente coscienza della drammaticità della condizione in cui è costretta a sopravvivere l’umanità, per lo più inconsapevolmente.

Bob decide, così, di tenere uno psicodiario in cui annotare i fatti salienti della sua vita da insonne romantico, perseguitato dalla polizia onirica e dall’ottusità apatica delle persone che lo circondano. L’unica speranza di riscatto, oltre all’amore di Mara, sua ex moglie perduta per via dei debiti accumulati con i sogni, è costituita dalla misteriosa macchina del Fronte di liberazione onirica che sembra essere in grado di boicottare la X-19. Benpresto, però, il protagonista finirà per accorgersi, provandolo sulla propria pelle, che troppo spesso Potere e Opposizioni non sono altro che due facce della stemma moneta.

Paolo Pasi, primo autore italiano pubblicato da Edizioni Spartaco, riesce, così, a raccontare, attraverso una scrittura scorrevole e spontanea, una storia avvincente, ricca di colpi di scena ma anche di originali parodie estremizzanti, capaci, al tempo stesso, tanto di far ridere il lettore, quanto di indurlo a riflessioni più profonde su un futuro non troppo lontano di un’umanità sempre più omologata.

Memorie di un sognatore abusivo è, senza dubbio, un romanzo ben riuscito, capace di scuotere inaspettatamente le certezze di chi legge, lasciandolo per lo più interdetto tra il certo e l’incerto, senza concedergli mai troppa tregua o sufficiente sicurezza.

Chiunque, allora, abbia amato i romanzi di Kurt Vonnegut o di Philip K. Dick non potrà non apprezzare questo libro , perché «se cambiare il mondo finisce per essere la vera illusione, l’anelito alla libertà riesce a sopravvivere solo grazie al sogno che alimenta la speranza».

Per approfondire, guarda la video-intervista a Paolo Pasi su Flanerí Tv.

(Paolo Pasi, Memorie di un sognatore abusivo, Spartaco Edizioni, 2009, pp. 216, euro 14)