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“Sancta Sanctoroom” alla -1 art gallery di Roma

di Giulia Capogna / 9 febbraio

Sancta Sanctoroom si trova nella -1 art gallery, spazio underground della Capitale nato più o meno un anno fa, adibito a site specific (ospita interventi artistici creati appositamente).

La -1 art gallery non si può propriamente definire una galleria, bensì come uno spazio ricavato rubato dal seminterrato della Casa dell’Architettura o, più romanticamente, della cripta dell’Acquario romano. Questo, però, non ci deve scoraggiare poiché l’ambiente è grande, ampio, con i soffitti a volte e con pareti in muratura.

È stato inaugurato questa primavera da un ciclo di stanze dedicate alla street art. Sancta Sanctroom di Mr. Kleva e omino71 è la terza di questo ciclo, iniziato con Cabinet of Natural History di Lucamaleone e seguita da Cinese Room di Diamond.

Questa volta il tema è l’apocalisse, scelto dal curatore Giorgio de Finis, o meglio il giudizio universale, come vogliono intenderlo i due artisti. Non a caso, ironicamente, nella locandina il finissage coincide con il 21 dicembre, data che è passata alla storia come termine del calendario Maya, ma che, a quanto pare, non ha sortito né la fine dell’esposizione né quella del mondo.

La mostra non è un susseguirsi di quadri o tele, ma le opere sono state create direttamente lungo le pareti della galleria. L’apocalisse o giudizio universale, che dir si voglia, calza a pennello per la coppia Mr. Klevra/omino71. Il duo, unitosi nel 2008, ha sperimentato in questi anni l’uso delle immagini sacre e delle iconografie bizantine in scenari urbani e li accosta a elementi pop, punk, rock, tattoo, presi dal loro background.
 


Per capire meglio il lavoro di questi due artisti, bisogna parlare del loro progetto Eikomprojeckt: nato intorno al 2012 insieme alla fotografa Jessica Stewart, si occupa di rielaborare icone sacre provenienti dalla tradizione bizantina, esposte per la prima volta per le strade brasiliane con il nome “Mural Italia Brasil” e poi con le scenografie di “Super Santos Tour” del cantante Mannarino. I due artisti di solito lavorano insieme realizzando un unicum, questa volta invece si cimentano in istallazioni autonome e separate.

La prima impressione che abbiamo, appena usciamo dall’ascensore, è di essere immersi nel colore tra simboli cristiani e pagani, il tutto con una forte connotazione pop. Ai lati troviamo la rappresentazione di due angeli con sembianze femminili. Sulla destra quello di Mr. Klevra e sulla sinistra quello di omino71, rappresentano gli angeli della morte, coloro che giudicheranno i vivi. Quello di omino71 è un grande calavera per metà umana, sulla cui testa capeggia in corsivo «de finis pena mai» e ai due lati «male nun fa» e «paura nun ave»: la vera condanna dell’uomo non è la morte, bensì il dolore eterno. A destra quello di Mr. Klevra ha lo sguardo accigliato e ai due lati due scritte «ho combattuto la mia battaglia» e ho «ho terminato la mia corsa».
 


Dopo questo primo spazio ci troviamo davanti la stanza principale e rimaniamo colpiti nel trovare una scultura di dimensioni umane: un black bloc che prega inginocchiato con tanto di panchetto, casco, sampietrino e lumini. La scultura dal titolo enigmatico, “Incontrollabile fede”, è realizzata da Salvatore Mauro e Matteo Peretti e prende ispirazione dal messaggio biblico: «Chi è senza peccato scagli la prima pietra».

In seguito ci troviamo nel bel mezzo della lotta tra il bene e il male, rappresentata sulle pareti maggiori. Il Male di omino71 è un falso profeta crocifisso, con una grande scritta dorata «fake» sulla fronte, ispirato alla cultura giapponese dell’Old Style Tattoo di Ed Hardy, circondato da simboli sacri e profani, slang americano e romano; se lo analizziamo con attenzione troviamo riferimenti alla cabala e al numero 7, che sono alla base della realizzazione dell’opera. Tutta la parete è avvolta da onde in tempesta dalle quali emergono teste di draghi, calaveras e, infine, la grande prostituta Babilonia accompagnata dal Dio Denaro. In opposizione Mr. Klevra rappresenta la Santissima Trinità: quattro cavalli, due leoni e l’agnello, ribadiscono i chiari riferimenti alla simbologia cristiana (ricordiamo che Mr. Klevra è credente e praticante, a differenza di omino71 che si professa agnostico) e ai fumetti.
 


Il contrasto stilistico è molto marcato tra i due e questo ci aiuta nel riconoscimento, poiché la mostra è priva di indicazioni o di cartellini. Il curatore ci ha immerso in un memento mori, che prende direttamente ispirazione dall’Apocalisse di Giovanni, il cui compito è svelare o meglio rivelare. Il percorso si conclude con la «donna vestita di sole, e con la luna sotto i suoi piedi» (Apocalisse 12,1-2), e un grande libro che vuol rappresentare il testo sacro. La numerologia è fondamentale e ci sarebbe molto da approfondire sui vari collegamenti e sulle citazioni dai testi sacri, ma lasciamo all’attento visitatore il divertente compito di risolvere queste corrispondenze!

 

Sancta Sanctoroom
-1 art gallery – Casa dell’Architettura, Piazza Manfredo Fanti 47, Roma
23 novembre-aprile 2013

Per ulteriori informazioni visitare il sito
www.casadellarchitettura.it