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[CultSeries] “X-Files” di Chris Carter

di Dario De Cristofaro / 13 novembre

Sono passati esattamente vent’anni – era l’autunno del 1993 – dalla messa in onda dei primi episodi della serie cult X-Files, ideata da Chris Carter, eppure sfido chiunque a non ricordarsi la puntata pilota: una sequela di abductions in una cittadina dell’Oregon; l’incontro fra la scettica agente Scully e lo “spettrale” agente Mulder; il contatto con una realtà aliena, primo seme della mitologia cospirativa di X-Files; l’Uomo che fuma, personificazione del governo ombra, che archivia una delle prove dell’esistenza aliena sottratta ai due agenti durante un incendio.

Gli elementi che caratterizzeranno il prosieguo della serie sono già tutti lì, ma di questo il telespettatore avrà consapevolezza solo in seguito. Alternando episodi legati all’universo del paranormale e a particolari leggende metropolitane – criptozoologia, percezioni extrasensoriali, combustione spontanea, reincarnazioni e vite precedenti, serial killer –, a puntate puzzle che si innestano pezzo per pezzo in un disegno più ampio legato a una cospirazione governativa che coopererebbe con una razza aliena per creare ibridi umano-alieni, X-Files comincia a entrare con rapidità nell’immaginario comune, diventando oggetto di culto: nei negozi di videocassette e dvd o di fumetti, inizia a circolare il celebre poster appeso in bella vista nell’ufficio dell’agente Mulder con la foto di un Ufo sopra la scritta: «I want to believe», che per certi versi ricorda un oracolo; nascono le fanzine – in Italia Magic Press pubblica, a partire dal 1997, l’omonima rivista; arrivano i riconoscimenti e i premi: per tre volte (1995, 1997, 1998) X-Files vince il Golden Globe come migliore serie drammatica.

Gli episodi della seconda e della terza stagione catturano letteralmente l’attenzione degli spettatori con un aumento dell’audience del 42% negli Stati Uniti. Dalla quarta stagione fino alla nona, quella conclusiva, l’andamento si regolarizza, forse anche per il progressivo cambiamento di alcuni capisaldi della serie: la trama dei vari episodi si incentra maggiormente sul motivo della cospirazione umano-aliena e sul legame sempre più intimo tra i due protagonisti. Scully, che con gli anni e con le numerose esperienze oltre i limiti della razionalità ha cominciato ad accettare il paranormale, viene rapita e sottoposa a esperimenti che le procureranno un cancro e l’infertilità. Dopo il ritrovamento della donna, lo stesso Mulder scomparirà misteriosamente e sarà sostituito dall’agente John Doggett, un nuovo personaggio che ribalta l’equilibrio dualistico iniziale, essendo egli più scettico della ravveduta collega. Il ritorno di Mulder, la morte dell’Uomo che fuma e l’inspiegabile gravidanza di Scully introducono quelli che saranno gli elementi conclusivi della serie.
 


Ai punti di forza riconosciuti di X-Files – il binomio agente scettico e agente pronto a credere a tutto, l’evoluzione graduale del rapporto fra i due, l’alternanza tematica fra miti contemporanei e motivo della cospirazione governativa in combutta con realtà aliene – fanno da sostegno tutta una lista di personaggi di spessore notevole: dal trio di hacker conosciuti come i “Pistoleri solitari”, che moriranno da eroi – troppo banalmente forse! – nel quindicesimo episodio della nona stagione, agli informatori Gola Profonda e Mister X; dall’ambiguo Alex Krycek, vero alter-ego di Mulder, al vicedirettore dell’Fbi Walter Skinner e all’agente speciale Monica Reyes.

I due film, X-Files – Il film (uscito in America con il titolo The X Files: Fight the Future) e X-Files – Voglio crederci, completano il complesso universo ideato da Chris Carter. Almeno per il momento: per un certo periodo infatti si vociferava circa l’uscita di una terza pellicola incentrata su una definitiva invasione aliena prevista per il fatidico dicembre 2012. Passata la data “apocalittica” non si sono avute più notizie. Ma come lo stesso Carter ci ha insegnato: «La verità è là fuori», basta solo andarle incontro, senza ovviamente rimetterci la pelle.