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Libri

“Guida alla Roma ribelle” di R. Mordenti, V. Mordenti, L. Sansonetti, G. Santoro

di Donato Porcarelli / 25 marzo

Non la Roma papalina del potere temporale o in tempi più recenti quella opulenta e disgustosa della casta ma un altro universo in cui muoversi compiendo un viaggio all’interno della ribellione, della sofferenza del popolo, della cultura e della vitalità: tutto questo è Guida alla Roma ribelle (Voland, 2013) di Rosa e Viola Mordenti, Lorenzo Sansonetti e Giuliano Santoro.

In un itinerario che procede come un percorso realizzato con l’intento di «storicizzare la Roma ribelle», il lettore trova, a seconda dei luoghi, e in ordine non cronologico, storie, eventi e aneddoti su Menenio Agrippa, Martin Lutero, Giordano Bruno, la Repubblica Romana del 1849, la resistenza e le azioni partigiane durante l’occupazione nazista, i movimenti del ’68 e del ’77, quello della Pantera negli anni Novanta, le occupazioni dei centri sociali, le rivolte nel Cie. C’è la Roma vista con gli occhi dei grandi scrittori come Alberto Moravia e Elsa Morante, quella dei grandi film di Roberto Rossellini, Pier Paolo Pasolini, Mario Monicelli e Ettore Scola ed è certamente presente anche la Roma città eterna con le sue meraviglie e i suoi monumenti, guardata attraverso la lente della ribellione.

Suddiviso in capitoli-rioni, alla fine dei quali vengono consigliati, in calce, testi, film o documentari per approfondire l’argomento, il libro va difatti alla ricerca dei luoghi dove si sono consumati eventi di rivolta contro il potere precostituito, che sono stati “attraversati e contaminati dalla controcultura” o che hanno semplicemente dato i natali a personaggi, famosi o meno, legati alla ribellione e al pensiero libertario. Impossibile citarli tutti: da Violet Gibson che sparò in faccia al Duce in Piazza del Campidoglio alla partigiana Teresa Mattei, «la più giovane deputata costituente italiana» che entrò a Montecitorio a soli venticinque anni e contribuì alla scrittura dell’articolo 3 della nostra costituzione, dal Cimitero acattolico a Testaccio, dove riposano personaggi come Antonio Gramsci e Carlo Emilio Gadda e che Oscar Wilde definì «il luogo più sacro della terra» fino al Forte Prenestino nel quartiere di Centocelle, luogo storico per la subcultura che ha ospitato un’infinità di concerti e manifestazioni di ogni genere; fino alle chicche più nascoste come la Chiesa di San Giovanni a Porta Latina dove nel 1500 si celebravano matrimoni omosessuali o Giorgio Marincola, «l’unico partigiano nero di cui l’Italia abbia memoria».

Il libro è impreziosito, inoltre, dalle testimonianze di Ascanio Celestini, Carlo Lizzani, Giovanna Marini e Mario Tronti che offrono il loro punto di vista su avvenimenti della resistenza durante la seconda guerra mondiale o sulla resistenza, più generale, contro il potere attraverso forme espressive come la musica, lo sberleffo e la così detta «resistenza passiva».


(Rosa Mordenti/Viola Mordenti/Lorenzo Sansonetti/Giuliano Santoro, Guida alla Roma ribelle, Voland, 2013, pp. 377, euro 16)