«Riscopriamo la grande attualità di Gramsci». Conversazione con Lorenzo Fazio

di / 11 aprile 2011

La coraggiosa casa editrice Chiarelettere, ha il grande merito di aver sconvolto le dinamiche del mercato editoriale italiano grazie a libri di graffiante attualità e di analisi socio-politica firmati da grandi nomi del giornalismo italiano e internazionale. Un elenco ricchissimo di cui possiamo citare – in rigoroso ordine alfabetico – Ainis, Beha, Biondo, Castaldo, Gomez, Limiti, Mascali, Sansa, Staglianò, la coppia Rizza-Lo Bianco e Travaglio.

Oggi Chiarelettere rilancia con la collana Instant Book,ovvero dei libri che vogliono spingere il lettore prima di tutto a prendere coscienza di se stesso ma anche di ciò che ogni giorno accade attorno a lui. Uno sprone a prendere parte alla vita politica e a lottare contro le quotidiane ingiustizie e il perfetto esempio è proprio la prima uscita: Odio gli indifferenti (pp. 128; euro 7, prefazione di David Bidussa), firmato da Antonio Gramsci.

L’editore Lorenzo Fazio ne parla a tempostretto.it e ribadisce: «È necessario dar vita a una discussione comune sul futuro dell’Italia, mettendo da parte l’apatia e facendo appello al proprio coraggio e al proprio senso del dovere».

Perché avete scelto questo titolo per aprire la collana? Dev’essere inteso come un manifesto esplicito?

Direi proprio di sì. Siamo molto felici di cominciare con Gramsci perché è un autore molto citato, un punto di riferimento per la sinistra ortodossa e istituzionale ma pochissimi lo hanno letto. Noi vorremmo che Gramsci fosse letto e apprezzato tramite questi scritti più “arrabbiati” che risalgono al 1917-18 e attraverso l’articolo che apre questa antologia e le dà il titolo, Odio gli indifferenti, perché è un vero e proprio monito a partecipare all’attività politica e alle scelte che, pur riguardandoci tutti, spesso trattiamo con indifferenza.

Nella prefazione, David Bidussa sottolinea come questi scritti non siano una semplice lamentela intellettuale. Anzi…

Sono degli editoriali e dunque hanno un piglio decisamente giornalistico. Gramsci vi affronta dei temi che risultano, purtroppo, attuali ancora oggi e riguardano sia la nostra vita quotidiana che quella politica. In questi scritti si sottolinea come la classe politica si sia dimostrata inadeguata alle situazioni contingenti e si occupa anche degli italiani, delle guerre e della loro triste attualità.

L’anno scorso, presentando il secondo festival del giornalismo d’inchiesta A Chiarelettere, a Marsala, lei mi disse che non era tempo di pensare a destra e a sinistra ma di darsi da fare per rimettere in piedi il paese. A un anno di distanza, come sono cambiate le cose?

Sì, sono convinto che sia necessario provare a raccogliere le forze sane di questo paese e non mi riferisco ad alcun schieramento politico in particolare. Mi riferisco alle intelligenze e alle persone oneste di questo paese che sono tante e non devono più nascondersi e con Gramsci possono trarre ispirazione per mettere da parte l’indifferenza dinanzi al decadimento delle istituzioni e della democrazia nel nostro paese. È necessario dar vita a una discussione comune sul futuro dell’Italia, mettendo da parte l’apatia e facendo appello al proprio coraggio e al proprio senso del dovere.

Quali saranno le prossime uscite della collana Instant Book?

Fra maggio e giugno abbiamo previsto due uscite. La prima sarà A che serve avere le mani pulite quando si tengono in tasca. Si tratta di scritti di Don Milani che riguardano la disubbidienza dinnanzi a delle leggi sbagliate, con una prefazione di Roberta de Monticelli. Il tema della legalità è per noi molto importante e Don Milani lo declinò affrontando il servizio militare obbligatorio e difendendo fermamente i retinenti alla leva. È un libro rivolto ai giovani e alla loro sete di giustizia, un invito all’azione.

Inoltre pubblicheremo un pamphlet firmato da Etienne de La Boétie, filosofo e giurista francese coetaneo di Montaigne. Un testo breve e folgorante che riguarda il perché le masse seguono un dittatore, un capo. Il titolo è Discorso sulla servitù volontaria e anche questo ci sembra un tema di grande attualità.

Lorenzo Fazio è genovese, ma abita a Torino e lavora a Milano. Da giovane ha provato a fare il giornalista senza successo. Dal 1982 si occupa di editoria, prima alla Marietti (redattore), poi all’Einaudi (ufficio stampa), quindi alla Bompiani (editor Tascabili), di nuovo all’Einaudi (editor tascabili e saggistica) e infine alla Bur (direttore editoriale). Finché nel 2007 fonda con il Gruppo Gems e altri soci la casa editrice Chiarelettere. Nel 2002 partecipa alla fondazione del sito di informazione economica lavoce.info. Nel 2009 partecipa alla fondazione del quotidiano Il Fatto, di cui Chiarelettere è azionista.

Sul web: http://www.chiarelettere.it/libro/instant-book/odio-gli-indifferenti.php

 

Intervista tratta da tempostretto.it (gentile concessione dellautore)

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