66thand2nd, il nuovo indirizzo dell’editoria indipendente

di / 3 ottobre 2012

Scegliere è sempre un incrocio. Un crocevia, un’intersezione di percorsi in cui è impossibile stare solo a guardare. Bisogna decidere, fiutare il vento o lasciarsi ispirare. E poi intraprendere una direzione.

Ma l’incrocio è anche il luogo in cui convergono i moti dei corpi, le loro storie, i loro attraversamenti. Quasi un punto-laboratorio, dove ogni vettore porta in quell’incontro un po’ di sé. Per questo il nostro viaggio inizia da qui, da un cartello segnaletico, tra la Sessantaseiesima Strada e la Second Avenue a New York. Cosa si ubica in quell’esatto centro?

Due persone e un sogno. Lì, Tomaso Cenci e Isabella Ferretti si trasferiscono appena sposati, contornati da cinque cinema e da un sottobosco di librerie indipendenti, in cui i frutti da assaggiare sono generi e autori mai sbarcati in Italia. Nasce così, in quel preciso indirizzo, l’idea di traghettare nel proprio paese quei titoli e quelle letture. Ma a distanza è difficile impiantare un’impresa e allora, dopo aver inalato ancora stimoli e fissato gli obiettivi, i due decidono di “rimpatriare” e scoprono che quella confluenza di strade s’intreccia in modo inaspettato e che arriva fino a Roma.

Siamo nel 2008 e quel segnale diventa una casa. Editrice. La nuova residenza dell’editoria indipendente, come si evince chiaramente anche dal loro sito. Una casa come tetto, domicilio, osmosi di porte e finestre, in cui l’aria circola e si rinnova. Una casa come luogo di passaggio, in cui transitano cose e persone, in cui ospitare giorni e risultati. Ma anche come pareti in cui si coltiva una linea. In cui accogliere «coloro che vorranno abitare un nuovo progetto editoriale». In cui si pubblica.

In pochi anni la 66thand2nd è cresciuta, con il contributo essenziale di un’ottima grafica dovuta all’art director Silvana Amato e a due eccellenti illustratori come Alexis Rome e Claude Marzotto.

Distribuita da un importante fornitore nazionale (Messaggerie), si compone attualmente di tre collane: Attese, che raccoglie romanzi incentrati sullo sport come motore innescante della vicenda. Lo sport sentito e vissuto, narrato come sfida, come gioco delle parti, in cui spesso si aspetta una gara, un evento, una vittoria agognata o consolatoria. Non sono romanzi per tifosi, ma per chiunque intraveda nella sport o nel personaggio sportivo la miccia appassionata che accenda la sua storia.
Bazar, dedicati ai flussi, alle vie imboccate da chi parte in cerca d’altro o di se stesso. E poi riapproda nella propria terra snocciolando i suoi racconti, i suoi pensieri, perché quello che è tornato è un uomo diverso. Lo può fare ironizzando, immalinconendosi, denunciando ingiustizie, restituendo alle pagine la fatica dell’integrazione. Una collana che riesce a mappare le evoluzioni in corso, le continue mescolanze culturali ed emotive che fanno il tempo e lo spazio in cui viviamo.
Book Club, intimamente collegata ai circoli di lettura anglosassoni, in cui confrontarsi intorno a temi che i libri o i discorsi possano sollevare, mentre ci si guarda negli occhi. Una collana per sottolineare il piacere di condividere argomenti e opinioni su un’opera o su un autore. Totalmente priva di restrizioni tematiche e libera anche nel modo di presentarsi, sperimentando una grafica unica per ogni uscita. Tra i più recenti della collana, Inutili fuochi di Raffaella Ferrè.

Immaginiamo anche noi di incorniciarci sotto questo incrocio verde e blu e di suggerirvi i tre titoli più rappresentativi della 66thand2nd. Questa è la nostra scelta, senza alcun ordine o gerarchia:
Hurricane di James S. Hirsch. La parabola di Rubin Carter, pugile nero dal gancio sbriciolante, accusato (ingiustamente?) nel giugno del ’66 di aver commesso un pluriomicidio, a causa del suo comportamento insolente e della sua pelle ancora più insopportabile per la comunità bianca della sua città. Un caso esemplare di battaglia per i diritti civili;
Pesci poeti e cari ricordi di Sherwood Kiraly. La tenera follia di Rollie Zerbs, incollato davanti al Mississipi ad ascoltare la poesia prodotta dai pesci. Malato di Alzheimer a tal punto da non badare a se stesso e da indurre suo nipote Cooper a prendersene cura. Peccato che anche lui sia affetto da vuoti di memoria. Sinfonia di stravaganze;
La fine di Salvatore Scibona. Nel 1953 cinque immigrati italiani annodano le loro esistenze nel quartiere di Elephant Park, a Cleveland. Drammi e segreti strozzati, destini infelici in cerca di salvezze. Notevole esordio letterario per un giovane italo-americano.

Ora sta a voi avventurarvi tra la 66th e la 2nd Avenue. Le coordinate le avete. Resta solo da scoprire di quale storia diventare inquilini.

 

Per ulteriori informazioni:
http://www.66thand2nd.com/

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