“I diari dell’apocalisse” di Jack London

di / 6 maggio 2014

L’uscita in libreria di alcuni scritti inediti di Jack London, soprattutto per i tanti che sono cresciuti leggendo Zanna biancaIl richiamo della foresta o si sono entusiasmati con le pagine di Martin Eden, non può che essere accolta come una buona notizia. I Diari dell’apocalisse, pubblicati da Piano B (2014) a cura di Davide Sapienza, sono infatti una raccolta di saggi e racconti apparsi su diverse riviste americane agli inizi del Novecento, qualche anno prima della misteriosa morte di London, avvenuta nel 1916.

Il motivo conduttore che anima questi scritti è essenzialmente etico-politico: l’evoluzione e il destino dell’umanità. Il socialista London è sempre stato molto interessato alle problematiche della lotta di classe, alle associazioni sindacali e ai movimenti operai che proprio a cavallo tra Ottocento e Novecento iniziavano a diffondersi negli Stati Uniti. Le riflessioni che si trovano in questa raccolta non si limitano, però, a rendere conto delle contraddizioni di quell’epoca, ma spaziano attraverso la storia alla ricerca delle ragioni e dei moventi dell’agire umano in società, indagando le radici del conflitto e della solidarietà, dell’attrazione e repulsione che da sempre ci legano ai nostri simili. L’immaginazione di London corre dalla preistoria alla sua contemporaneità, spingendosi anche in ardite visioni futuristiche per certi versi anticipatorie di pezzi di storia del secolo scorso (nel solco di una delle opere di London più famose in questo senso, Il tallone di ferro, 1908).

Le nove storie che compongono il libro affrontano tutte il tema inesauribile dell’evoluzione umana, quella passata e quella futura, quella reale e quella possibile; utopia, distopia, fantascienza e fantapolitica si fondono tra loro nel più classico stile londoniano, concreto, vigoroso e sottilmente ironico.

Altrettanto caratteristica è la strana sintesi tra ideali socialisti e personaggi dai tratti titanici e superomistici, uomini rivoluzionari che vogliono cambiare il mondo a modo loro, non solo con la forza delle idee. Sebbene le nozioni di London in materia di socialismo siano talvolta approssimative e pervase da uno spirito ancora romantico, in queste pagine traspare intatta la passione morale di chi si sforza di credere profondamente nelle possibilità di un rinnovamento economico e sociale contro le diverse, più o meno subdole, forme di prevaricazione. La visione londoniana non è piattamente positivistica: la fede ottocentesca nel progresso umano è infatti bilanciata da una lucida analisi dei rischi e delle degenerazioni che minacciano l’ordine sociale. Dunque, pur nei loro paradossi, i racconti di London lanciano un potente richiamo ai principi di giustizia e uguaglianza, e soprattutto alle loro distorsioni che la società continuamente produce. Un richiamo che non cessa di farsi sempre più urgente anche nel dibattito pubblico odierno.

(Jack London, I diari dell’apocalisse, a cura di Davide Sapienza, Piano B edizioni, 2014, pp. 189, euro 14)

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