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Libri

“Fedeli a San Siro” di Claudio Sanfilippo e Tiziano Marelli

di Giorgio Cavagnaro / 1 ottobre

Fedeli a San Siro: un titolo che mette d’accordo due rivalità accese, la storia di una lunga amicizia sotto due bandiere diverse.
Si parla di calcio in questo libro, di Milan e Inter e di un sodalizio virile che resiste a liti, sfottò, sofferenze, trionfi di opposta matrice, insomma a tutto l’armamentario migliore che sa (sapeva?) offrire lo sport da poltrona per eccellenza degli italiani.
Già la copertina, con Mazzola e Rivera che si scambiano sorridenti i gagliardetti sotto l’occhio vigile dell’indimenticato arbitro Lo Bello da Siracusa in un derby d’antan, a ben guardare dice moltissimo. Non c’è sul volto degli atleti, molto più simili nel fisico ai comuni mortali di quanto non lo siano i cyber calciatori di oggi, quella tensione esasperata che vediamo sui nostri super schermi in alta definizione, pronti a catturare ogni dettaglio minimamente scabroso tanto da costringere i protagonisti a parlare con le mani a protezione del “labiale”.
C’è ancora un accenno di divertimento su quelle facce anni settanta, verosimilmente affini alle facce d’epoca dei due autori, che si divertono anch’essi palesemente un mondo a raccontare quegli anni, quel calcio, a chi non ha avuto la fortuna di viverlo e si deve accontentare dei filmati in bianco e nero e dei racconti dei fratelli maggiori.
Claudio e Tiziano si incontrano per le scale del condominio dove abitano, l’amicizia nasce a dispetto delle opposte sponde sportive, o magari proprio per questo, e oggi descrivono da par loro il mondo del tifo adulto con tutte le sue manie, tic e perversioni, in una girandola di episodi bizzarri e spassosi come il primo derby vissuto insieme, indimenticabile come il primo bacio, o gli impacci e la gloria acquisita in gioventù sui campetti di periferia.
Temi universali e trasversali in Italia e, direi, nel mondo intero, a cui gli autori aggiungono un tocco di sana milanesità, quel quid personale che appartiene a tutte le comunità che si raccolgono intorno a una o due (in altri paesi anche di più, Londra ne ha quattro o cinque) squadre  e che rende ancora oggi il calcio, nonostante i tentativi demolitori che sciaguratamente si moltiplicano in nome del denaro e del profitto, lo sport più bello del mondo.   


(Claudio Sanfilippo e Tiziano Marelli, Fedeli a San Siro, Mondadori, 2011, pp. 228, euro 17,50)