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Libri

La magia che si realizza

“La prima vita di Italo Orlando” di Carola Susani

di Alessandro Chiappanuvoli / 8 gennaio

In principio è un corpo nudo che respira, dorme. È giallo. Quasi non sembra vero. Attorno s’immaginano prati e distese di mandorli a perdita d’occhio. Irene è la prima a vedere quel corpo; è una ragazzina orfana di madre, ha la passione per la fotografia, e un animo che immediatamente pare gentile. Il padre Giuseppe è fotografo vero; scosta sua figlia e copre il corpo con la giacca. Ordina a Irene di prendere abiti. Nella casa a Sette Cannelle, dove la famiglia trascorre i mesi estivi, c’è la nonna, la matriarca decaduta ma ancora avviluppata da un’aurea di saggezza. La casa è una antica tenuta ormai in declino che, come la nonna, conserva il prestigio di un tempo che fu. Siamo in Sicilia, nella campagna di Marsala, è il giugno del 1957. Quel corpo giallo si pensa sia di Italo Orlando e questa è la prima delle sue tre apparizioni.

Carola Susani torna in libreria per i tipi di minimum fax con il romanzo La prima vita di Italo Orlando, primo volume di una trilogia che ruota attorno alle vicende di un ragazzo enigmatico, magico.

Di Italo Orlando non si sa nulla, lui un giorno appare, senza memoria, senza passato. Ha la pelle vellutata dal colorito uniforme. È dolce, garbato, ma al contempo gli aleggia attorno un’aura inquietante. Anche il nome è incerto, glielo dà la famiglia di Irene ipotizzando si tratti del figlio di un noto avvocato di Marsala che, sotto la pressione del padre, ha perso il senno al primo anno di università e di cui si sono smarrite le tracce. Italo è abile, lo mostra fin da subito riparando il camino del casale e cavando dalla cappa fumaria un sacco di antiche monete. Italo è portentoso e, dalla campagna al vicino paese di Casteldorto, la gente comincia a parlare di lui, a cercare di ammaliarlo per avere i suoi prodigi, a temerlo dicendo in giro si tratti del “diavolo” o di un “uomo-serpente”. Se sia buono o malvagio non se ne avrà mai piena certezza, l’unica cosa veramente certa a tutti è che Italo è magico. affascinare

Le vicende dell’estate del ’57 che riempiono le 141 pagine del libro ce le racconta Irene. Attraverso la sua fascinazione per Italo, i suoi timori, la sua acerba passione, verremo messi a parte dello strano rapporto, quasi mistico, che si instaura tra il ragazzo e la nonna, delle continue ricerche per scoprire la sua vera identità, degli aiuti che Italo offre a tutto il vicinato, della relazione che si consolida con gli altri bambini, di cui Irene è un po’ gelosa, delle repentine sparizioni e riapparizioni del giovane dalla pelle gialla, della preziosa raccolta delle mandorle, e dell’interesse che alcuni geologi, intenti nella ricerca di petrolio in Sicilia in quegli anni, maturano per Italo. Tra lui e Irene c’è un’intimità difficile da decifrare, un po’ fratelli, un po’ innamorati, un po’ perfetti sconosciuti.

La prima vita di Italo Orlando è un’atmosfera. La voce narrante narra, affabula, sussurra, e suggestiona. La confidenza con i personaggi, le vicende, i luoghi è immediata. La Susani ci fa immergere in un mondo incantato prendendo un’unica boccata d’ossigeno, e l’aria non viene mai a mancare. Il patto di fiducia con il lettore è gestito in modo sapiente: sembra di essere attorno a un fuoco e di sentire un’amica raccontare le vicende, veritiere o d’immaginazione non importa, della sua infanzia. È realismo magico, quello della Susani, e tra i più riusciti se leggendo le sue pagine il fascino che si sperimenta è così vicino, nella forza e nello stile, a quello di Anna Maria Ortese e di L’Iguana. È un paranormale domestico, nostrano, che mai scricchiola, mai dimentica di portare con sé la fantasia e soprattutto le regole della fantasia che rapiscono il lettore. È una piccola, grande magia.

Non ci rimane dunque che attendere il ritorno di Italo e delle sue prossime due vite.

 

(Carola Susani, La prima vita di Italo Orlando, minimum fax, 2018, pp. 144, euro 15)

LA CRITICA - VOTO 8/10

Un libro breve, solido e riuscito che porta per mano il lettore alla scoperta del mondo magico di Italo, di Irene e della Sicilia anni cinquanta tra ruralità e inizio del boom economico.