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“Copper” di Tom Fontana

di Mirko Braia / 21 novembre

Già il mese scorso Flanerí vi aveva portato nel Far West grazie ai fratelli Gayton e il loro Hell On Wheels. Anche questa volta ci tufferemo nel diciannovesimo secolo grazie a Copper, l’ultima creazione di Tom Fontana, ideatore della brutale e irriverente Oz (serie ambientata nel fittizio penitenziario di Oswald).

Se il periodo storico è praticamente lo stesso (adesso ci troviamo nel 1864, a meno di un anno di distanza dalla fine della guerra di secessione), l’ambientazione è profondamente diversa: non siamo più infatti sulle rotaie della ferrovia transoceanica, ma nella rumorosa New York, più precisamente nel quartiere denominato “Five Points”.

In una delle zone più malfamate di Manhattan, tra prostitute, malviventi e poliziotti corrotti, incontriamo il nostro “eroe”: è Kevin Corcoran, un immigrato irlandese giunto da anni in America, poliziotto, che ha perso la moglie Ellen (scomparsa) e la figlia Maggie (uccisa) durante gli anni della guerra mentre lui era sul campo di battaglia.

Aiutato dai colleghi Maguire e O’Brien, indaga su crimini che fin da subito lo colpiscono nel profondo: le sue vicende si intrecciano infatti con quelle di Annie, una bambina costretta a vivere tra i poverissimi del quartiere su mucchi di paglia vendendo il proprio giovane corpo per sopravvivere. Quando Corcoran trova quello che crede essere il suo cadavere non può fare a meno di ripensare alla figlia sulla cui fine non è ancora riuscito a far luce.

In questa serie procedurale il ruolo più vicino a quello del “coroner” sempre presente negli show americani è interpretato da Matthew Freeman, un dottore che funge da patologo per il poliziotto-detective, nonché un “negro” (come erano appellati gli uomini di colore negli anni bui della schiavitù, una delle cause scatenanti della guerra di secessione) che aveva servito accanto allo stesso Kevin durante la grande guerra.

Proprio durante il conflitto i due avevano incontrato Robert Morehouse (interpretato da Kyle Schmid, uno degli attori con più esperienza e già nel cast della versione americana di Being Human) e lo salvano da morte certa amputandogli una gamba dopo un conflitto a fuoco. Grazie all’amicizia con Robert, Corcoran potrà venire a contatto anche con membri della nobiltà newyorkese, come ad esempio Wilfred Haverford e sua moglie Elizabeth (Anastasia Griffith, protagonista di diverse serie tra cui Trauma ), che si troveranno sulla sua strada anche durante le indagini sul presunto omicidio della piccola Annie.

Non aspettatevi una serie piatta e senza una trama: l’ossessiva ricerca delle verità sulla moglie e la figlia spingeranno Corcoran sempre più a fondo ogni volta che riuscirà a scovare un indizio, e man mano alcuni particolari si faranno sempre più sconvolgenti. Sullo sfondo, inoltre, faranno capolino anche alcune vicende storiche del periodo come l’elezione del 1864 in cui Lincoln vede rinnovata la fiducia del popolo nei suoi confronti o la presentazione di alcuni personaggi di spicco come il giovane attore John Wilkes Booth (il celeberrimo assassino del presidente, che sarebbe stato ucciso nel 1865).

La narrazione di tutti questi eventi è, come può immaginare chi ha già visto Oz, diretta, brutale e senza censure. Copper non nasconde allo spettatore nessuna delle bassezze cui erano soliti i cittadini in quel periodo, a prescindere dal loro essere nobiluomini in cerca di bambine da portare a letto o poliziotti che intascano percentuali sui bottini recuperati a ladri e malfattori.

La New York di fine Ottocento è un concentrato di vizi e depravazione che vengono riportati sul piccolo schermo senza esitazione.

Difficile pensare a una futura serie “cult”: Copper infatti è un procedurale nudo e crudo, ambientato in un’atmosfera distante un secolo e mezzo da noi. Per questo motivo difficilmente farà breccia negli indecisi o nella testa di chi non è davvero appassionato di questo genere televisivo o di questo periodo storico.

Per chi però è rimasto colpito da questo show e non è stato saziato da questi primi 10 episodi c’è una buona notizia, arrivata giusto un mese fa: per il prossimo anno potremo certamente aspettarci una seconda stagione composta di ben 13 puntate che andrà in onda di nuovo su BBC America.