Flanerí

Varia

“Misfits” di Howard Overman

di Mirko Braia / 16 gennaio

Prendete cinque ragazzi inglesi colpevoli di reati minori e costretti ai lavori sociali. Lasciateli all’aria aperta durante una tempesta imprevedibile donatrice di poteri sovrannaturali (a loro come a molti altri). Credete adesso di avere davanti agli occhi un team di supereroi?

Con queste premesse Howard Overman ha portato sul piccolo schermo Misfits, un sorprendente successo degli ultimi anni. L’idea di fondo è tanto semplice quanto interessante: come sfrutta ognuno di noi un dono dal cielo in grado di rendere speciali senza neanche volerlo? Troppo facile schierarsi tra supereroi e supercattivi come quelli visti al cinema o letti sui fumetti. Nel mezzo c’è un’infinita serie di sfumature; ragazzi ingenui che si dilettano a vincere scommesse o stupire gli amici, emarginati a caccia di una vendetta nei confronti di qualcuno o della società, impiegati convinti di poter dare una svolta alla propria carriera. La realtà spazia ben oltre il bianco e il nero.

E allora quando Nathan (Robert Sheehan), Kelly, Simon, Curtis e Alisha si trovano ad affrontare la sconvolgente realtà del loro cambiamento durante i servizi sociali le conseguenze saranno sicuramente fuori dal comune. A cominciare da quelle subite dal loro assistente sociale, impazzito a causa della tempesta e ucciso brutalmente prima di poter fare del male ai poveri malcapitati. Da qui in poi la serie prenderà una piega quasi grottesca, tra numerosi momenti di humour (anche e soprattutto nero), violenza più o meno gratuita, omicidi all’ordine del giorno, le scene di sesso più disparate e un immenso alone di irriverenza sullo sfondo che non abbandona mai i protagonisti.

Non aspettatevi banalità anche quando vengono a galla i poteri dei ragazzi e di tutti coloro con cui si incontreranno (o scontreranno): si passa da poteri “canonici” come quelli di Curtis, capace di tornare indietro nel tempo, ad altri come quelli di Alisha, una vera e propria calamita per gli uomini, in grado di generare in tutti una irrefrenabile attrazione sessuale al solo contatto (e rendendole quasi impossibile la vita sociale), per arrivare perfino a manipolatori di latte. Insomma, qualsiasi cosa possiate immaginare, Misfits potrebbe averla portata in televisione. Tutti questi poteri però saranno latenti in qualsiasi uomo o donna colpito dalla tempesta, e non sarà sempre facile scoprire il proprio. Sarà lo stesso Nathan a fare i conti con questo problema, e nei modi peggiori.

Proprio Robert Sheehan, uno dei cardini del gruppo, l’elemento più dissacrante e faro dell’umorismo di cui è impregnata la serie, ha sconvolto un grandissimo numero di fan al termine della seconda stagione, annunciando il suo addio a Misfits per concentrarsi su altri progetti. Molti sono rimasti convinti che sarebbe stato praticamente impossibile ripetere il successo passato senza l’attore a cui forse ci si era più affezionati.

A spazzare (almeno relativamente) via queste convinzioni ci ha pensato Joseph Gilgun (Rudy in Misfits), già protagonista di This Is England e giunto proprio come “sostituto” di Sheehan come ruolo all’interno del gruppo. L’esperimento si può dire relativamente riuscito, data la buonissima interpretazione di Gilgun, che però non ha potuto evitare un relativo calo fisiologico della serie giunta al capolinea del primo arco narrativo dopo tre stagioni. Ora che siamo giunti alla quarta, infatti (iniziata giusto una settimana fa su Fox), il cast è stato quasi completamente rimodernato; per capirci meglio, dei cinque ragazzi presentati nell’episodio pilota soltanto uno sarà presente anche in questa nuova stagione, mentre alcuni saranno personaggi subentrati (come Rudy) o addirittura completamente sconosciuti.

Nonostante qualche dubbio, perlopiù fugato, espresso in questi ultimi anni, Misfits rimane una gradevolissima voce fuori dal coro sul mondo del sovrannaturale, con la sua vena dissacrante e la sua atmosfera prettamente british, che non mancherà di farvi appassionare e di farvi ridere. Ma sia chiaro, non aspettatevi eroi!