Tutti gli articoli di Andrea Rényi

Il silenzio di un poliglotta

A proposito di “Tutti i giorni” di Terézia Mora

di / 12 aprile 2021

Uscito nel 2004, Tutti i giorni è la seconda opera di Terézia Mora come scrittrice di narrativa, e per questo romanzo l’autrice ha ricevuto il Premio della Fiera del Libro [leggi]

Srebrenica privata

“La Salamandra” di Carmine Sorrentino

di / 7 dicembre 2020

È passato un quarto di secolo da quei giorni di luglio in cui i soldati di Ratko Mladić presero Srebrenica, separarono donne e uomini, e massacrarono migliaia di bosniaci che [leggi]

Machado de Assis: la memoria è il minore dei mali

Intervista a Daniele Petruccioli, traduttore di “Memorie Postume di Brás Cubas”

di / 1 ottobre 2020

«Al verme che per primo ha corroso le fredde carni del mio cadavere dedico come caro ricordo queste Memorie Postume» recita la dedica dell’autore di questo romanzo (Machado de Assis, [leggi]

Storia sentimentale di traduzione

«Il traduttore è l’unico autentico lettore d’un testo»

di / 2 luglio 2020

Fin dai miei primi ricordi lo scambio fra lingue è un elemento ricorrente, la presenza di una seconda, una terza, persino di una quarta lingua oltre all’ungherese è costante. Poi [leggi]

«Living in a Ghost Town»

“In occasione dell’epidemia” di Francesco M. Cataluccio

di / 5 giugno 2020

«Questo libretto è stato scritto prevalentemente in cucina, la stanza dell’appartamento dove, a causa dell’isolamento forzato, sono stato relegato col compito anche di preparare da mangiare». È la frase introduttiva [leggi]

Marciare o uscire dalla fila?

Per il novantesimo anniversario della nascita di Imre Kertész

di / 11 dicembre 2019

Nato il 9 novembre 1929, Imre Kertész da più di tre anni non è più fra noi. Quando, nel 1975, è stato pubblicato il suo primo romanzo, Essere senza destino [leggi]

Ipotesi di una biblioteca ungherese

Ovvero cosa si perde il lettore italiano

di / 10 ottobre 2019

L’ungherese è una lingua agglutinante, del sottogruppo ugrico delle lingue ugro-finniche; lingua madre di circa tredici milioni e mezzo di persone fra Ungheria e paesi confinanti: si tratta della lingua [leggi]

La Siberia e il destino femminile

“Zuleika apre gli occhi” di Guzel’ Jachina

di / 24 giugno 2019

«Questo romanzo appartiene a un tipo di letteratura che credevamo irrimediabilmente perduto con il crollo dell’URSS. In epoca sovietica potevamo contare, infatti, su una nutrita pleiade di scrittori dalla doppia [leggi]

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“effe – Periodico di altre narratività” numero dieci

“effe – Periodico di altre narratività” numero dieci

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