“Morti favolose degli antichi” di Dino Baldi

di / 6 dicembre 2010

Morti favolose degli antichi, di Dino Baldi, è un libro davvero prezioso, un libro d’altri tempi, di epoche antiche, per la precisione, di quando con la morte ancora ci si dialogava, la si onorava, la si sceglieva quale compimento estremo di quell’opera d’arte che era, o sarebbe dovuta essere, la vita.

Sosteneva Publio Cornelio Tacito che: «Una morte onorevole è migliore di una vita vergognosa». E scriveva queste parole nel modo più sincero possibile, scevre da retorica ed esibizionismo, riflettendo un vero è proprio modus moriendi che da sempre ha contraddistinto gli uomini e le donne più valorosi e onorevoli dell’antichità. Sparsi tra gli aneddoti delle biografie o oggetto essi stessi di vere e proprie opere letterarie – si pensi agli Exitus illustrium virorum –, questi decessi esemplari mostrano il valore che gli antichi davano alla morte, totalmente distante da come noi, oggi, la intendiamo.

Dino Baldi, traendo spunto dai suoi studi sulla tradizione classica, ripropone, in questo libro, alcune tra le morti più memorabili dei tempi antichi, quali per esempio quelle di Socrate, Demostene, Cesare, Plinio il vecchio e persino Gesù di Nazareth. Strutturando l’opera per categorie, alla maniera delle tanatografie classiche, l’autore realizza una serie di brevi racconti ricchi di aneddoti e accadimenti che, partendo dalla vita del personaggio e concludendosi con la sua fine terrena, riescono ad esprimere alla perfezione quel senso di compiutezza narrativa proprio degli scrittori antichi. La disposizione dei racconti è ulteriormente suddivisa in ordine cronologico e ogni personaggio è introdotto da una breve epigrafe letteraria, quasi Baldi volesse far acclimatare il lettore prima di emozionarlo con l’aneddotica.

L’uso sapiente delle fonti, citate con precisione in appendice, e la libera rielaborazione che di esse viene realizzata, fanno sì che ogni episodio raccontato produca nel lettore un effetto particolare, non calcolato, volutamente straniante. Così facendo, quasi volesse minare le basi della concezione tutta moderna della morte quale drammatica conclusione della vita, Baldi riesce a orientare il punto di osservazione di chi legge, destando in lui stupore, emozionandolo, a tratti strappandogli persino un sorriso. Inoltre, la bravura ulteriore dell’autore sta nella semplicità con cui racconta ogni singola esistenza, una semplicità che permette a chiunque di avvicinarsi alle gesta degli antichi senza necessariamente avere un background culturale classico che faccia da cassa di risonanza.

Morti favolose degli antichi è, per l'appunto, un libro favoloso, nel senso contemporaneo del termine, un piccolo gioiello di saggezza antica, quasi indispensabile per l’anima, perché, con la semplicità propria degli uomini del passato, fa sì che il lettore possa vedere la morte da un punto di vista differente, sotto un’altra luce, eludendo quel senso di paura e di drammaticità che noi moderni le abbiamo gradualmente attribuito.
 

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