“Rosso sangue e libertà” di Sylvie Robineau

di / 27 ottobre 2011

In pochi, forse, conoscono la situazione della comunità Kanak, la popolazione indigena dell’isola di Nuova Caledonia, ridotta ad una minoranza da anni di soprusi e di vessazioni coloniali. Ebbene, da questa piccola e tormentata etnia sta nascendo una narrativa poliedrica e multicolore, che non ha niente da invidiare a quella occidentale.

Rosso sangue e libertà (2011), scoperto dalla casa editrice veneziana Orizzonti d’Oriente, è, forse, il titolo più significativo, insieme a Il blu oltre Kanaky, della neo-nata narrativa kanaka. Il romanzo, incentrato sulla figura del rivoluzionario indigeno Tiga Lifou, racconta la vita, le passione e l’eroica morte di dodici combattenti kanaki, chiamati i “Dodici Kanaka Maoli”. La storia, collocata cronologicamente negli anni ottanta del Novecento, prende spunto dagli avvenimenti che culminarono nell’uccisione di Jean Marie Tijibaou, leader del Front de Liberation Nationale Kanak Socialiste, il celebre FLNKS, che si prefiggeva come scopo l’indipendenza dell’isola dalla Francia e la creazione di uno stato chiamato “Kanaky”, appunto.

L’autrice del libro, la giovane Sylvie Robineau, giunta alla sua seconda opera, parte dunque, ancora una volta, da fatti reali per raccontare una storia d’amore e di morte, di rivoluzione e di libertà ambientata all’interno della comunità indigena di cui fa parte. Rosso sangue e libertà è, infatti, il secondo episodio di quella che è stata definita la “Trilogia di Nuova Caledonia”, con la quale la scrittice cerca di raccontare la storia, le battaglie e la vita degli abitanti originari dell’isola che da più di cento anni è sotto il controllo della Francia. La saga, iniziata con Il blu oltre Kanaky (2009), romanzo d’esordio della Robineau, e che terminerà nel 2014 con l’ultimo episodio intitolato Verde è il mio futuro, ha ottenuto un meritato successo di critica in tutto il mondo tranne che in Francia, dove l’autrice è stata persino aggredita fisicamente da un fanatico di estrema destra durante una sua presentazione. I tre titoli rimandano evidentemente ai colori della nuova bandiera dell’isola, che dal 2010 sventola a fianco ai tricolori francesi.

Dobbiamo dunque ringraziare la piccola casa editrice Orizzonti d’Oriente per aver portato alle luci della ribalta anche in Italia questa autrice dallo stile così vivo e variopinto come solo i popoli del Pacifico del Sud sanno essere.

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