“Art” di Yasmina Reza

di / 22 dicembre 2011

È ufficiale: Yasmina Reza è la drammaturga di moda dei nostri tempi. Leggermente sopravvalutata, ultra citata, eppure la sua scrittura è efficace e, supportata da validi attori, riesce a divertire il pubblico e a intrattenerlo con qualità. Art, complice anche la regia di Giampiero Solari, ha una serie di ingranaggi perfetti e ruota attorno a tre amici dai caratteri totalmente diversi : Serge, interpretato da Alessio Boni, è un dermatologo che ha acquistato per duecentomila euro un quadro di arte contemporanea totalmente bianco di un pittore alla moda, oggetto della diatriba tra i tre; Marc, un efficacissimo Gigio Alberti, invece è un ingegnere aeronautico, che apprezza uno stile più classico di arte ed è convinto delle sue idee a riguardo; Yvan, interpretato da uno stupefacente Alessandro Haber, è un agente di articoli da cartoleria che vorrebbe, invece, fare da moderatore tra i due amici. Fra tensioni e discussioni accese, si affrontano le tematiche dell’amicizia e della comprensione dell’arte borghese contemporanea. Lavoro brillante e serrato, con poche imperfezioni, che si può definire “intrattenimento alt(r)o”, un incontro di boxe ironico con finale da commedia. In fin dei conti, vengono rispettate tutte le premesse e l’azione scenica catalizza lo sguardo dello spettatore che, di volta in volta, partecipa applaudendo e ridendo di gusto.

Haber e Alberti ancora una volta confermano le loro qualità, Alessio Boni, invece, è una gradita scoperta. Yvan è l’anello debole, è fragile eppure le sue osservazioni sulla vicenda non sono del tutto infondate. «Al di là del prezzo pagato per il quadro», dice Yvan a Marc, «se il quadro emoziona Serge, perché biasimarlo?»
Il suo discorso è giusto, come lo è il punto di vista di Serge – che si è affrancato dal mentore Marc per cercare una propria strada – o quello dell’ingegnere irremovibile. Hanno ragione, però, solo perché sono l’incarnazione – nelle tre accezioni diverse – della morale e della cultura borghese, intrappolati in un sistema predefinito a monte, che utilizza la cultura e l’arte solo per fini decorativi. Il cancro della società attuale parte proprio dai loro atteggiamenti emblematici, dalla chiusura mentale di Marc all’“essere sempre à la page”di Serge per non sfigurare in società, passando per l’inazione di Yvan. Art non ci parla solo dei valori dell’amicizia né solo del valore dell’arte contemporanea ma è piuttosto una critica, forse troppo velata, ai vizi della società borghese attuale che, però, ha il difetto di non ferire nessuno. Alla fine, nel quadro ognuno vedrà qualcosa, un colore, una sfumatura, un tratteggio in quanto riflesso delle proprie convinzioni. Il che ci fa capire quanto la società influisce sulle nostre scelte e sui nostri gusti.

 

Art
di Yasmina Reza
regia Giampiero Solari
con Gigio Alberti, Alessio Boni, Alessandro Haber.
scene Gianni Carluccio
luci Marcello Iazzetti
costumi Nicoletta Ceccolini
traduzione Alessandra Serra

Roma, Teatro Eliseo, fino al 15 gennaio

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