Flanerí Night #1 @ Contestaccio

6 novembre 2012

Tre per uno. No, tranquilli. Nessuna promozione o offerta da supermercato. Qui si è in prossimità della prima Flanerí Night al Contestaccio e tutto fa riferimento alla musica. A dell’ottima musica. Ecco spiegato il nostro tre per uno: tre band in un unico concerto. Nomi giovani, per molti quasi inediti. Ma sicuramente pronti a dimostrare il loro valore in occasione del live di giovedì. Ecco i presenti all’appello: Daev, Tommaso Di Giulio, iL dOnO. Ora, è molto importante non togliervi tutta la curiosità e l’interesse: se volete conoscerli davvero e come si deve – ovvero, ascoltando le loro canzoni – venite al Contestaccio, via di Monte Testaccio 65/b, l’8 novembre, alle ore 22. Quello che possiamo fare nell’attesa è darvi un piccolo assaggio, un anticipo. Ovviamente, facendo parlare i diretti interessati. Per la loro musica, l’appuntamento lo sapete.

 

Daev, in primis, ci spieghi il tuo nome?

Il mio nome non significa niente in particolare, mi serviva solo qualcosa di più semplice e meno banale di un “nome e cognome”, qualcosa di immediato che però in qualche modo richiamasse il suono del mio nome, Davide. Tutto qui!
 

Quanto è importante per un autore emergente, l’ambito live?

Il live è l’unica dimensione in grado di far emergere l’anima di un musicista, è un’occasione per mostrare il suo vero valore e quello della musica in generale; un artista non può prescindere da questo universo. Per un artista emergente è un vero e proprio percorso, ed è importantissimo perché ciò che ti rende un artista non è il fatto che tu scriva canzoni, o che tu faccia un disco, o che ti autoproclami tale, ma il fatto che la gente trovi interessante quello che tu hai da dire. Questo avviene realmente solo nei live!


A tal proposito, quale concerto ti piacerebbe aprire?

A quanto pare, negli ultimi tempi non è il caso di essere troppo choosy… però, se proprio vogliamo fantasticare, mi sarebbe piaciuto aprire il live di Jeff Buckley a Chicago, o l’Unplugged dei Nirvana a New York… se invece vogliamo essere realistici, potrei anche accontentarmi di un qualsiasi concerto dei Radiohead!


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Tommaso Di Giulio, che peso ha il cantautorato oggi in Italia?

Un peso importante, che proprio in questi ultimi anni sta assumendo una nuova dimensione. Intanto lo spinoso termine “cantautore” ha smesso di essere considerato una parolaccia (sinonimo di barbe lunghe, testi didascalici e soluzioni armoniche ripetitive). E poi molti dei nuovi cantautori – che piacciano o meno – riescono con le loro canzoni a fornire una sorta di istantanea della contemporaneità molto utili per interpretare e il nostro tempo.


La scelta di scrivere e cantare dei testi in italiano, oggi cosa comporta?

L’italiano è la mia lingua ed è una lingua con molte potenzialità inespresse. Basta solo fare l’abitudine a un modo di ascoltare la musica più aperto e curioso. Magari facendo anche qualche sforzo, senza lasciarsi spaventare da vocabolari più estesi. E poi… con l’opera lirica siamo stati i primi a far suonare “pop” la nostra lingua.


Se dovessi presentarti citando un tuo modello, chi tireresti in ballo?

Presentarmi citando Franco Battiato mi sembra eccessivamente presuntuoso. Ma effettivamente il mio modello da molti punti di vista è lui. Anche se devo ammettere di essere stato molto influenzato dal modo di scrivere dei cantautori della cosiddetta “scuola romana di prima generazione”, soprattutto Gazzè, Silvestri e Fabi.


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iL dOnO: avete già due album alle spalle, quali sono i vostri progetti futuri?

Al di là dei due album – di cui l’ultimo, Una sola moltitudine, uscito lo scorso anno per la 29 records, tuttora continua il suo percorso “divulgativo” – ci riserviamo la possibilità di rientrare in studio entro febbraio, data l’urgenza creativa che nonostante lunghi periodi di stop non è mai mancata alla band, con un probabile EP di rottura con il decennio che ci ha formati, cresciuti, cambiati…
 

Prediligete la dimensione dal vivo o quella in studio?

Crediamo che il disco rappresenti la trasposizione poetica di un concetto, di canzoni dove contenuti e suono sono messi a fuoco con la giusta alienazione sperimentale… iL LIVE per noi diventa sCONCERTO: un momento in cui si reclama attraverso il corpo e l’elettricità la simbiosi tra noi e le persone che condividono con noi questa esperienza…


Descrivetevi citando una canzone che credete vi rappresenti.

Da “Ciò che rimane”: «Mi arrendo ad ogni cosa che sa di te / lamento di Musa incessabile».


 


Per ulteriori informazioni sugli artisti e sulla serata:

Daev
Tommaso Di Giulio
iL dOnO

Flanerí Night @ Contestaccio

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