“Elementare, Chaplin!” di Rafael Marín

di / 17 giugno 2013

Non sono un’appassionata di gialli né tantomeno di fantascienza, eppure questo libro, Elementare, Chaplin! di Rafael Marín (Meridiano Zero, 2012), mi ha attirato fin da subito, colpevole forse una grafica di copertina essenziale ma geniale, per quella macchietta nera su sfondo giallo che unisce i tratti caratteristici dei due protagonisti del romanzo in un’unica, ineccepibile immagine.

Rafael Marín, considerato uno dei migliori scrittori spagnoli di fantasy e fantascienza, nel 2005 si cimenta nella costruzione di una storia che va a confluire nel ciclo holmesiano, storia che l’editore bolognese recupera e pubblica a fine 2012 nella collana Gli obliqui.

La trama del romanzo è modellata sui canoni narrativi tipici delle indagini di Sherlock Holmes: un caso da risolvere, criminali da arrestare, misteri da svelare e indizi da seguire. Il tutto ovviamente sul filo logico delle notorie deduzioni del detective più famoso della letteratura inglese.

Ciò che rende unico il testo sono i personaggi accostati al grande investigatore, in primo luogo, come si evince dal titolo, l’altrettanto grande e famoso comico Charlie Chaplin. L’autore lo inserisce nel romanzo tra gli irregolari di Baker Street da bambino, e poi lo sostituisce al fido aiutante Watson nella risoluzione di un caso quando, all’età di sedici anni, è un attore alle prime armi. Marín riesce a coinvolgere Chaplin nelle indagini di Holmes affidandogli ruoli cruciali e, allo stesso tempo, a raccontare la storia di ciò che l’attore diventerà per il cinema internazionale: riesce, per esempio, a raccontare l’origine del suo inconfondibile abbigliamento e di molte espressioni che caratterizzeranno il suo umorismo.

Un ruolo di fondamentale importanza per la costruzione della storia è affidato poi, in modo alquanto astuto, a William Gillette, il primo attore che impersonerà lo stesso Sherlock Holmes in uno spettacolo teatrale, al quale davvero partecipò anche il giovane Charlie Chaplin. Ma nel romanzo incontriamo anche Oscar Wilde che si affida alle capacità investigative del detective per ritrovare un amico poeta scomparso; incontriamo Aleister Crowley, considerato il padre dell’occultismo moderno, a capo di una setta da sconfiggere; e perfino Albert Einstein, che rischia di essere rapito a causa della sua straordinaria intelligenza.

Seguendo la falsariga di un tipico romanzo holmesiano, Rafael Marín ci intriga con un vivace gioco letterario in cui vengono intrecciate le vicende di personaggi reali e letterari (tra cui il dottor Fu Manchu di Sax Rohmer e la Lucy Westenra del Dracula di Bram Stoker). Quello dell’autore non è semplice citazionismo ma magistrale costruzione di un’architettura che si muove senza alcuna fatica tra due piani enigmatici: da una parte la risoluzione di un intricato caso dell’ispettore Sherlock, dall’altra la stuzzicante sfida letteraria che propone al lettore attraverso un vortice di famosi protagonisti.

Insomma, un romanzo intelligente e colto che affascina e insieme diverte, e che si legge davvero facilmente nonostante l’evidente complessità della sua composizione.


(Rafael Marín, Elementare, Chaplin!, trad. di Mariana E. Califano, Meridiano Zero, 2012, pp. 268, euro 16)

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