“La scelta di Giulia” di Brunella Schisa

di / 20 dicembre 2013

Ho sempre amato guardare vecchie fotografie, in particolare quelle che ritraevano la mia famiglia: mi piaceva accompagnare i racconti a quei frammenti di carta ingiallita, poter toccare, osservare, leggere quelle piccole testimonianze della mia storia. C’è un libro che mi ha riportato alla mente la sensazione di rimuovere quello strato di polvere che la storia di ogni famiglia accumula con il tempo: La scelta di Giulia di Brunella Schisa (Mondadori, 2013).

Siamo a Napoli, Emma si è appena laureata in Lettere e si prepara per affrontare un’estate piena di incertezze quando le arriva una telefonata inattesa. Sua zia Carolina, un’ottantenne schiva e di poche parole, la convoca per offrirle un incarico che l’avrebbe tenuta impegnata per tutta l’estate: mettere ordine nell’archivio familiare, un insieme di carte, fotografie e documenti che racchiude la storia della famiglia Cortesi. Emma accetta, intimorita e affascinata da questa donna ermetica e reticente che tiene tutto sotto chiave e le rivela poco per volta le intricate vicende dei suoi antenati, introducendola a quell’avventura tramite un misterioso regalo: l’anello della bisnonna Giulia.

Rapita, Emma prende appunti, scrive, cataloga le voci di quell’immenso archivio che è diventata la sua famiglia, ritrovandosi nelle sfaccettature di coloro che ne hanno fatto parte. Una storia fatta di fallimenti, conquiste, tradimenti, malintesi e personalità discordanti con le quali Emma impara a confrontarsi. Prima fra queste Alessandro, il capostipite della famiglia, un homo faber che diventa un punto di riferimento per gli uomini e l’oggetto della passione di tante, troppe donne: è l’infedeltà la maledizione che colpisce gli uomini della famiglia Cortesi, incapaci di essere fedeli alle loro mogli, donne estremamente forti, colte, tenaci.

Quella di Emma è una scoperta delle proprie radici che diventa un percorso di autoconoscenza, un rito di passaggio all’età adulta, un continuo confronto, una sfida.

Il genere della saga familiare può appassionare oppure annoiare terribilmente. È un genere per il quale è difficile ci siano vie di mezzo, eppure a volte capita che lasci un’aspettativa velatamente insoddisfatta dietro di sé. È il caso di La scelta di Giulia, checon la ricchezza della sua ricostruzione storica e con il suo intreccio di vicende e variegate personalità potrebbe potenzialmente appartenere alla prima categoria. Tuttavia, seppure a tratti avvincente, manca di qualcosa. Le sensazioni vengono descritte più che trasmesse, l’ambiguità e le incertezze di Emma la rendono più un tramite fra epoche diverse che una vera protagonista, i piani narrativi potrebbero intersecarsi con più armonia.

Il romanzo di Brunella Schisa è comunque nel complesso una buona lettura, semplice ma piacevole per gli appassionati di questo genere di storia che desiderano immergersi nell’atmosfera della Napoli altoborghese descritta dall’autrice.

Uno spunto per tornare in soffitta a ripescare qualche vecchia fotografia e, chissà, ritrovarcisi un po’.

(Brunella Schisa, La scelta di Giulia, Mondadori, 2013, pp. 280, euro 16,50)

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