“La meccanica dei ruoli”
di Alice Malerba

Una storia intima e forte, un coraggioso esordio

di / 4 maggio 2015

Ada e Cosmo sono i protagonisti de La meccanica dei ruoli (CartaCanta, 2014), primo romanzo della giovane scrittrice Alice Malerba, già finalista al premio Carver 2013 con la sua raccolta di racconti Mea culpa (CartaCarta, 2011).

Ada e Cosmo sono gemelli, eppure non potrebbero essere più diversi. Sia fisicamente: lei unica e morbida testimonianza dei tratti somatici del padre mai conosciuto, lui versione al maschile della candida bellezza della madre. Sia caratterialmente: lei fragile, insicura, costretta e affezionata a un modello di vita legato a valori tradizionali, lui energico e ribelle, alla ricerca di un posto nel mondo che possa sentire veramente suo. Ada poi vive da sola a Torino e ogni giorno fa visita alla madre nella casa di cura in cui è ricoverata; Cosmo invece si è trasferito negli Stati Uniti, dall’altra parte del mondo, più per fuggire da una realtà troppo stretta che per il buon lavoro che comunque ha trovato.

Seppur così distanti come individui, Ada e Cosmo, cresciuti insieme a Torino dalla severissima nonna siciliana, che aveva in cura loro e la figlia affetta da disturbi psichici, hanno dovuto imparare a essere una coppia indistruttibile: si sono sempre bastati e completati compensando vicendevoli mancanze ed eccessi. O almeno così è sempre stato, prima che la loro strada comune si biforcasse. La pressoché simultanea decisone infatti di Cosmo di trasferirsi in America, della nonna di tornare al suo lontano paese natale in Sicilia e della madre di accettare il ricovero in clinica, rompe il collaudato equilibrio familiare e fa emergere in Ada una soffice e nuova sensazione di vuoto, soffice come un puntaspilli e nuova come un segreto smascherato.

Il romanzo racconta il tentativo di Ada di ripristinare, o meglio, di costruire un nuovo equilibrio con le nuove condizioni; il tutto si svolge nel tempo di un viaggio in macchina da Torino a Noto e ritorno per andare a celebrare il funerale della nonna. Ada costringe il fratello ad affrontare tale impresa per indagare le ragioni più profonde della sua fuga all’estero, per ottenere risposte ai dubbi assillanti, per provare sollievo nella conferma della tenacia del loro rapporto. E alla fine del viaggio alcune verità taciute verranno svelate e come ghiaccio al sole si scioglieranno i sentimenti che i due fratelli faticano a liberare a causa di quel silenzioso conflitto che serve a tenerli legati nonostante tutto. Il terzo protagonista del romanzo è proprio questo conflitto muto eppur così rumoroso che si gonfia e si ritrae continuamente a seconda degli umori di Ada e Cosmo. La forza de La meccanica dei ruoli, titolo davvero brillante, sta proprio nella percezione così chiara di una voce muta. Il romanzo infatti è scritto astutamente in seconda persona: è Ada che parla, che si rivolge al fratello, che spiega così ogni suo gesto, ogni sua parola o grido e ogni suo lucido o disperato silenzio. In questo modo il lettore può sentire l’energia del conflitto in atto e Ada se ne può liberare nel suo viaggio verso la serenità.

(Alice Malerba, La meccanica dei ruoli, CartaCanta editore, 2014, pp. 174, 13 euro)

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LA CRITICA

Una scrittura che regge il peso di una storia non troppo semplice e di scelte narrative sicuramente impervie è una buona prova per un’autrice al suo primo romanzo. Un romanzo di non facile realizzazione, forse troppo rischioso, che però rappresenta un coraggioso esordio.

VOTO

6/10

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