“Lettere sugli scritti e il carattere di Jean Jacques Rousseau – Riflessioni sul suicidio”
di Madame de Staël

Il nuovo volto dell’iniziatrice del Romanticismo

di / 6 giugno 2016

Lettere sugli scritti e il carattere di Jean Jacques Rousseau – Riflessioni sul suicidio

Lo scorso 22 aprile ricorreva l’anniversario numero duecentocinquanta della nascita di Anne-Louise-Germaine Necker, la moglie dell’ambasciatore svedese a Parigi Erik-Magnus de Staël Holstein, meglio nota col suo nom de plum Madame de Staël; e per l’occasione la casa editrice Bibliosofica ha deciso di pubblicare in un unico volumetto le Lettere sugli scritti e il carattere di Jean-Jacques Rousseau e le Riflessioni sul suicidio, svelando un lato della scrittrice poco approfondito dalle nostre parti.

Innanzitutto, apre la trattazione un’esauriente introduzione di Livio Ghersi, che ci fornisce un ritratto a tutto tondo dell’autrice, dalla nascita alla morte, soffermandosi soprattutto sul suo interesse per la politica – fatto tutt’altro che normale per una donna che visse in età napoleonica – favorito «dall’essere nata in una famiglia facoltosa e dall’aver avuto due genitori entrambi davvero fuori del comune», e che le permise di assurgere a paladina della libertà; sulla sua fiducia nel progresso e nella continua «perfettibilità della specie umana»; sulla coraggiosa scelta che la vide protagonista – in una stagione politica tutt’altro che felice (ci troviamo nei primissimi anni del XIX secolo, quando la Francia era nelle mani del dispotico Napoleone) – tra la fedeltà alla Patria o ai propri ideali, optando per questi ultimi, motivo per cui riscosse grande fortuna presso gli antifascisti italiani.

Dopo l’abdicazione di Napoleone nel 1814, tornata a Parigi, Madame de Staël su richiesta dell’editore Nicolle dà alle stampe un libro che comprendeva appunto le Lettere sugli scritti e il carattere di Jean Jacques Rousseau (la cui prima pubblicazione è del 1788) e il saggio sul suicidio (scritto nel 1813). Le prime si possono definire a pieno titolo un esercizio di critica: si tratta di sei saggi incentrati ognuno su un’opera o un aspetto della produzione scritta del filosofo, dall’Eloisa all’Emilio, dal Discorso sull’origine e i fondamenti dell’ineguaglianza fra gli uomini alla Lettera al signor d’Alembert sugli spettacoli, dalle sue idee politiche al suo modo di essere. Il loro grande merito è stato di aver contribuito a diffondere a dieci anni dalla morte, in un momento in cui il filosofo ginevrino veniva considerato un pensatore pericoloso, l’idea che fosse un grande Autore, degno di essere letto e apprezzato.

Di tutt’altro spirito, invece, le Riflessioni sul suicidio: ispirandosi al suicido del poeta tedesco Heinrich von Kleist e della sua amante, l’autrice riflette sull’atteggiamento dell’uomo di fronte alla morte. Il suicidio è l’atto compiuto da un individuo nel pieno delle proprie facoltà, che riduce tutto il mondo a se stesso e alla propria infelicità: si tratta, insomma, di un atto egoistico, che si contrappone alla dévouement, la dedizione, al bene altrui o a una causa astratta tendente al bene comune; devozione intesa non solo in senso strettamente cristiano, ma legata anche alla libertà repubblicana, in cui bene comune e individuale finiscono per coincidere.

Tutti abbiamo conosciuto il nome di Madame de Staël sui banchi di scuola, poiché è con l’uscita sul primo numero della rivista milanese Biblioteca italiana di un suo articolo, intitolato “Sulla maniera e l’utilità delle traduzioni”, che la storiografia letteraria suole indicare l’inizio del Romanticismo italiano. E nell’immaginario collettivo, la conoscenza della de Staël si limitava a questo scritto. Invece proprio la pubblicazione di questi due saggi tradotti da Andrea Inzerillo ci regala un’immagine nuova della scrittrice, che veste in primis i panni di critica letteraria.

 

(Madame de Staël, Lettere sugli scritti e il carattere di Jean Jacques Rousseau – Riflessioni sul suicidio, trad. di Andrea Inzerillo,  Bibliosofica Editrice, 2016, pp. 168, euro 12)
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LA CRITICA

Un testo prezioso che restituisce un’immagine inedita del filosofo ginevrino e una riflessione originale sull’idea del suicidio, nonché un completo ritratto della Madame più rivoluzionaria del suo tempo.

VOTO

7/10

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