“Il cielo sopra Lima”
di Juan Gómez Bárcena

Il poeta Juan Ramón Jiménez e la sua musa Georgina Hübner

di / 9 settembre 2016

Nel 1904 Lima è una città febbricitante, alle prese con un intenso processo di gentrificazione sociale. La modernità irrompe chiassosa nelle tradizionali distinzioni di classe, modificandone i confini fino a renderli permeabili in entrambe le direzioni. Il nuovo porta alla luce la povertà di uomini dal nobile passato mentre eleva la posizione di intraprendenti borghesi arricchitisi con i commerci.

Il cielo sopra Lima di Juan Gómez Bárcena (Edizioni Frassinelli 2016) è uno squarcio sottile su un’epoca confusa, in cui la coesistenza tra passato e futuro stenta a trovare un equilibrio duraturo.

Juan Gómez Bárcena tratteggia la storia di due giovani e abbienti limegni, José e Carlos, amici, resi inseparabili dalla comune passione per la poesia. Quella struggente e malinconica di Juan Ramón Jiménez, celebre poeta spagnolo d’oltreoceano, i cui versi sanno scuotere la loro indolenza emotiva. La facoltà di giurisprudenza, con la sua implicita carriera da avvocato, è un’oppressione atroce a cui i due ragazzi si sottraggono senza troppi sensi di colpa. Ciò che vogliono veramente è una copia dell’ultima e introvabile raccolta di Jiménez, Arie tristi. Ecco dunque comparire un nuovo personaggio, Georgina Hübner, modellata sui ricordi dell’infanzia solitaria di Carlos. Dapprima una signorina impacciata ed esitante, Georgina non riesce a camuffare la propria goffaggine, solo l’oceano che la separa dal grande poeta le impedisce di far trapelare la sua inesistenza. Poi, invece, la dama, dalla consistenza di un esile foglio, acquisisce un tale spessore carnale da trasformarsi nella musa di Jiménez.

Bárcena, dunque, tenta di dare vita a una finzione letteraria coinvolgente prendendo spunto da un aneddoto riguardante il grande poeta spagnolo, purtroppo però il risultato è alquanto approssimativo. Il romanzo, infatti, appare carente sotto molti punti di vista. Deludente la costruzione dei personaggi che appaiono troppo spesso grossolani, così come la stessa struttura narrativa, dominata da un fastidioso narratore onnisciente, risulta essere incompleta. Pochi gli spunti interessanti o i passaggi ironici riusciti, l’elemento principale che emerge dalle pagine di Il cielo sopra Lima, dunque, è il tedio più assoluto.

 

(Juan Gómez Bárcena, Il cielo sopra Lima, trad. Enrica Budetta, Sperling & Kupfer Editori per Edizioni Frassinelli, 2016, pp. 324, 19,50 euro)
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LA CRITICA

Amara delusione per questo brillante professore di Madrid. Un libro da portare in spiaggia sotto l’ombrellone. Peccato che l’estate stia finendo.

VOTO

5/10

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