Ancora itpop per Bomba Dischi: l’esordio esausto di Clavdio

A proposito di "Togliatti Boulevard"

di / 10 aprile 2019

copertina di Togliatti Boulevard su flanerí

Si sa che la primavera galleggia sempre in una bolla malinconica fatta di ricordi, di infanzia e di spensieratezza; e in questa di primavera ci sarà anche CLAVDIO a solleticare la nostra memoria indolenzita. Anticipato dai singoli “Cuore”, “Ricordi” e “Nacchere”, Togliatti Boulevard è la nuova scommessa di Bomba Dischi, l’ormai nota etichetta romana indipendente che continua a credere nel potenziale di questa città.

Le nove tracce che compongono Togliatti Boulevard sono l’esordio di CLAVDIO, ma non di Claudio Rossetti che da oltre dieci anni porta avanti diversi progetti sotto altrettanti nomi – Il Rondine con l’album Può capitare a chiunque ciò che può capitare a qualcuno (La Fame Dischi, 2014) e Blue order project (dal 2006). Basta questo, quindi, per capire che CLAVDIO non ama chiudersi e rinchiudere la propria musica entro i limiti di un unico genere. Non si tratta tuttavia di sperimentazione inquieta quanto piuttosto di curiosità fanciullesca per tutto ciò che è nuovo. Togliatti Boulevard è un album di semplice fruizione che gioca sull’alternanza di synth pop spinto e pezzi nudi che si reggono solo su voce e chitarra.

Esistono dischi organici che devono essere ascoltati per intero altrimenti rimane la sensazione di essersi persi qualcosa; sono dischi in cui ogni singola traccia si rivela elemento imprescindibile per capire il progetto nel suo complesso. Togliatti Boulevard non rientra in questa categoria in quanto si affida anche e troppo a pezzi deboli, quasi forzati, che vengono lasciati indietro da quelli che presentano una potenza emotiva convincente − oltre ai singoli già usciti, “Foto” e “Le tue gambe”. Tralasciando queste sbavature non di poco conto, Togliatti Boulevard ha comunque una sua valenza e riesce a raccontare stralci di un passato che è al tempo stesso collante indelebile e memoria da cui liberarsi. Inoltre, la voce di CLAVDIO non accenna mai alla rassegnazione, al contrario si carica di una profonda ironia con cui gratta via ogni rischio di rimorso. E senza dubbio è questa la cifra stilistica più originale del giovane cantautore romano, nonché l’elemento che gli permette di distaccarsi, almeno in parte, da personaggi come Calcutta e simili.

La ricompensa per chi ama la musica è qualcosa di semplice e intangibile; non è altro che un attimo pieno di lucidità, è il momento in cui ci si accorge di essere incappati in qualcosa che vale la pena ascoltare con attenzione. Togliatti Boulevard è una ricompensa a metà, è un privilegio mozzato che però consente ancora di prendere coscienza della necessità di emozionarsi. Anche se per poco tempo.

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LA CRITICA

CLAVDIO subisce l’influenza del panorama musicale in cui siamo immersi e per questo il suo progetto convince solo in parte. Per il prossimo progetto dovrebbe ricordarsi che stiamo cercando di liberarci di Calcutta, non di perpetuare la specie.

VOTO

6,5/10

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