Una droga che parla di coppia, ragione e natura

“Ornamento” di Juan Cárdenas

di / 6 maggio 2019

“Ornamento” di Juan Cárdenas

Ornamento (Edizioni Sur, 2018) è il primo romanzo di Juan Cárdenas tradotto in Italia. Si tratta di una narrazione in prima persona attraverso il diario di un medico incaricato di registrare le reazioni di quattro pazienti volontarie a cui viene somministrata una droga che ha effetto solo sulle donne. A una prima lettura il libro è disorientante, la sensazione è di essere accompagnati dal protagonista in un mondo distorto senza ricevere troppe spiegazioni. Con una lettura attiva però ci si rende conto che il libro è una sorta di caccia al tesoro, ma cosa stiamo cercando esattamente? Il tema della droga sembra essere più che altro un pretesto accattivante per trattare una serie di argomenti nascosti tra le righe.

Un concetto ricorrente è quello della coppia. Il laboratorio in cui viene sintetizzata la droga è gestito da una coppia di gemelli, a fare la guardia alla struttura c’è una coppia di cani a cui si aggiunge una coppia di scimmie ragno. Il protagonista e la moglie, seppur con un rapporto altalenante, sono una coppia affiatata. Aggiungendo uno strato di significato, è possibile leggere il concetto della coppia come riflesso di un tema più ampio, quello dell’equilibrio o della simmetria. Ogni rapporto a due è “disturbato”, a un certo punto, da un altro elemento. In particolare il rapporto tra il protagonista e la moglie sarà scombussolato dall’introduzione nella coppia della paziente numero 4. Inizialmente l’inserimento di un nuovo elemento sembra ridare vita al rapporto a due, poi però l’equilibrio viene compromesso e la paziente numero 4 pagherà le conseguenze del dissesto.

Cárdenas crea delle simmetrie perfette e inevitabilmente fragili. Qualsiasi ornamento si decida di inserire in un equilibrio armonico porterà all’irrimediabile deteriorarsi dello stesso. Il concetto di coppia disseminato accuratamente tra le pagine, suggerisce una chiave di lettura interessante se lo si applica alla droga. La sostanza può essere considerata come l’elemento che si pone nel rapporto a due tra coscienza e incoscienza. Sebbene la droga sintetizzata in questi laboratori non abbia effetti collaterali evidenti sulle singole consumatrici, provocherà una sorta di psicosi collettiva non appena verrà commercializzata. Si tratta dell’ennesima reazione provocata da un elemento terzo che s’inserisce in un equilibrio anche solo apparente.

Altro tema ricorrente è il rapporto tra razionale e irrazionale. Nei monologhi della paziente numero 4 incontriamo quasi sempre il ricordo di una melodia che parla del conflitto tra ragione e sentimento, fede e ragione, istinto e ragione. Il mondo costruito da Cárdenas è pulito, asettico, ordinato. Un mondo eccessivamente razionale che sembra aver bisogno di un irrazionale, ecco perché la sintetizzazione di questa droga, che però non ha alcun effetto eccessivo: provoca più che altro l’aumento della libido. Anche la droga quindi (l’irrazionale) è stata costruita con una certa razionalità che sembra essere imprescindibile nel mondo costruito da Cárdenas.

A livello più generale, il protagonista compie un percorso di progressivo allontanamento dagli ambienti artificiali del laboratorio per avvicinarsi alla natura ed entrarci in contatto. Questo movimento è reso da una prosa inizialmente disadorna, essenziale, che si arricchisce progressivamente. Lo si nota anche a livello puramente grafico sfogliando il libro. I capitoli iniziali sono brevi, con frasi molto corte, mentre le ultime pagine sono un fiume in piena di parole con poca punteggiatura e nessun a capo. Il diario del protagonista passa dall’essere un mero raccoglitore d’informazioni tecniche a un vero e proprio strumento di espressione della propria intimità, pieno di ornamenti.

 Il libro, quindi, funziona se lo si legge cercando qualcosa, prestando attenzione a ogni riga. A ogni lettura si aggiunge uno strato di significato in una costante caccia all’indizio suggerita già dalla copertina che raffigura una donna che sposta il telo dal quale è ricoperta. O forse si sta nascondendo con questo telo; ed ecco ritornare l’ambivalenza tra due significati che non solo è ricorrente nel testo ma che è anche il sentimento con cui si sfoglia l’ultima pagina del libro.

 

(Juan Cárdenas, Ornamento, trad. di Chiara Muzzi, Edizioni Sur, 2018, pp. 140, euro 15, articolo di Giulia Fuisanto)
  • condividi:

LA CRITICA

La prosa è piacevole ed è coerente con l’intreccio. L’espediente narrativo è interessante ma troppo debole. Per individuare i temi di fondo si richiede al lettore uno sforzo che non viene pienamente ripagato. Una trama interessante e una buona scrittura che però non sono sufficienti a farne un libro imperdibile.

VOTO

6,5/10

Comments

News

effe

“effe – Periodico di altre narratività” numero nove

“effe – Periodico di altre narratività” numero nove

Archivio