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“Slava’s Snowhsow” di Slava

Uno spettacolo che induce anche il critico a cedere all’utilizzo di superlativi

di Federica Imbriani / 5 marzo

La Russia ha regalato al mondo molte cose irrinunciabili, tra queste ci sono Slava e il suo Snowshow, uno spettacolo lirico, candido, fantasioso, divertente, dispettoso, atletico, malinconico e tenero, esempio di un teatro che sfugge a qualsiasi definizione, in cui sogno e realtà si confondono, capace di incantare con la magia della neve sulla quale scivolano, lievi, momenti incredibilmente comici e attimi di struggente dolcezza.

Il creatore di Slava’s Snowshow, Asisyai-revue, e Diabolo nasce a Novosil nel 1950 e trascorre la sua infanzia in un mondo incontaminato all’interno del quale sviluppa la capacità di inventare e costruire case sugli alberi e piccole città di neve e in cui, grazie, alla televisione e al cinema, conosce i grandi clown e i grandi mimi, Chaplin, Marcel Marceau, Engibarov. Nel 1988 approda in Inghilterra con la sua Compagnia – fondata nel 1979 –  e, in poco tempo, riesce a dare una nuova valenza al ruolo del clown, affrancandolo dal circo e portandolo nei più grandi teatri. Cinque anni dopo nasce Slava’s Snowshow che raccoglie i numeri più belli e famosi del repertorio di Slava.

Questo spettacolo che induce anche il critico a cedere all’utilizzo di superlativi quali, meraviglioso, permette agli spettatori di divertirsi e giocare assieme con acqua, neve finta, giganteschi palloni e, come nella migliore tradizione, con gli stessi clown che si avventurano spesso tra le poltrone. Slava’s Snowshow è affascinante anche dal punto di vista stilistico: della tradizione conserva la fisicità, il trucco, il costume, la cifra e l’ispirazione. I clown sul palcoscenico non pretendono di essere originali, lo spettacolo non richiede di essere interpretato. Eppure ogni dettaglio è frutto di una ricerca talmente forte da essere quasi visibile. Sono circensi – nel senso di puliti al punto che si può immaginare il tempo sul palcoscenico come quello perfettamente scandito dal volo dei trapezisti – i bui con cui pare appaiano e scompaiano gli oggetti sul palcoscenico, le canzoni scelte con accuratezza e rispetto dell’orecchio e la sensibilità del pubblico sulle quali si svolgono le scene dello spettacolo, e le concatenazioni logiche tra i quadri che compongono lo spettacolo.

Slava’s Snowshow è un’esperienza, un evento quasi, imperdibile per il pubblico di qualunque età purchè voglia essere divertito, affascinato e sia disposto a cedere le armi per due ore, al punto di commuoversi, di piangere disperatamente, e poi alzarsi e giocare, senza vergogna e senza timore. Soprattutto se si è seduti in prima fila.

Slava’s Snowshow
Creazione e messa in scena di Slava
regia Viktor Kramer
con ArtemZhimo, Onofrio Colucci, VanyaPolunin, YuryMusatov, Aelita West, Alexandre Frish, Guido Nardin

Avellino – Teatro Gesualdo dal 6 all’8 marzo
Lugano – Teatro Cittadella dall’11 al 15 marzo