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Cinema

[RFF11] “Captain Fantastic”
di Matt Ross

Il sogno impossibile di una vita alternativa

di Francesco Vannutelli / 19 ottobre

Se ne sta parlando da un po’, di Captain Fantastic, il nuovo film di Matt Ross (una carriera soprattutto da attore) arrivato alla Festa del Cinema di Roma prima di uscire nelle sale italiane il prossimo 7 dicembre. Se ne parla da quando è stato presentato all’ultimo Sundance Film Festival per poi passare nella sezione Un Certain Régard dell’ultimo Festival di Cannes portandosi via il premio per la miglior regia. Ci sono stati altri festival, altri premi e giudizi generalmente positivi da parte della critica.

È facile capire il perché del consenso. Captain Fantastic è un film di grande e facile presa sullo spettatore, capace di guardare al mito statunitense della wilderness, della vita nelle terre remote, a contatto con la natura, senza rinunciare a uno spirito critico totale, sia verso la società tradizionale che verso le fughe alternative.

La famiglia Cash vive nei boschi del Pacific Mid West in un isolamento quasi assoluto. Il padre Ben insegna ai sei figli di età compresa tra i sei e i vent’anni come cacciare, pulire una preda, vivere a contatto con la natura. Ogni giorno c’è una sessione di allenamento fisico, il lavoro in casa, poi si leggono i libri che Ben assegna (roba tipo I fratelli Karamazov o saggi sulla teoria delle stringhe) e si canta e suona tutti insieme intorno al fuoco. Non c’è la madre, ricoverata in ospedale da tempo per una depressione che non si riesce a vincere. Quando arriva la notizia del suicidio, che Ben riferisce ai figli senza risparmiare nessun dettaglio, i Cash salgono su Steve, il loro scuolabus adattato a camper, e attraversano gli Stati Uniti per raggiungere il luogo del funerale. Il viaggio costringerà Ben a riconsiderare ogni aspetto della sua vita isolata, per il bene dei figli.

Viggo Mortensen ha dichiarato, presentando il film all’Auditorium di Roma, che il copione di Captain Fantastic è uno dei pochi ad averlo realmente colpito tra quelli letti negli ultimi anni. Sicuramente, ha un grande fascino, soprattutto per il suo personaggio. Ben Cash è un padre animato da un dispotismo illuminato che lo porta a credere di sapere sempre cosa sia meglio per tutti. Vuole il bene dei figli, ovviamente, ma il bene deve essere così come lo intende lui, senza deviazioni.

Non si rende conto, Ben, che un gruppo di ragazzini può provare il desiderio – soprattutto alcuni di loro – di vivere una vita normale, festeggiando il Natale, come tutti gli altri, e non il Noam Chomsky Day, di ricevere in regalo un videogioco e non un coltello da caccia, di sapere come è fatto un paio di Nike e non che Nike sia la dea greca della vittoria. Per rinunciare alla vita nella società normale sarebbe bene conoscerla, quella vita, poter fare una scelta che sia consapevole anche di cosa si stia rifiutando.

Matt Ross è riuscito a costruire un film che non manca di furbizia nel suo spirito di contestazione. Il rifiuto dei valori del sistema capitalistico standard, con qualche sparata di troppo del padre Ben mentre guarda i centri commerciali e i fast food, si accompagna per tutto il tempo con uno sguardo quanto meno perplesso sulle pratiche dell’educazione spartana che Cash riserva ai figli. Era il sogno condiviso con la moglie, solo che la moglie ha iniziato a ripensarlo e a stare male proprio quando è diventata madre.

Cercando sempre di mantenersi in equilibrio nella critica dei due modelli di vita, Captain Fantastic riesce a regalare sorrisi – molti – per le assurdità della famiglia Cash e qualche spunto di riflessione sull’importanza delle scelte dei genitori. Forse rimane un po’ troppo vago in un finale che sembra non voler scontentare nessuno, in una fusione tra utopia hippie e pragmatismo statunitense, ma si può accettare. Oltre a Mortensen, molto bene tutti i ragazzini.

(Captain Fantastic, di Matt Ross, 2016, commedia drammatica, 118’)

LA CRITICA - VOTO 7,5/10

Un grande Viggo Mortensen guida una famiglia strampalata alla ricerca di un equilibrio tra utopia e realtà. Captain Fantastic è un film che tratta con leggerezza temi profondi come depressione, educazione dei figli e controcultura, senza rinunciare mai al sorriso.