“Quartetto casa di bambola”
di Emanuela Giordano

Ibsen’s highlights

di / 11 febbraio 2016

In curiosa assonanza con la recente tendenza a semplificare e predigerire i prodotti editoriali di maggiore tendenza a favore di un pubblico distratto e che ha sempre meno tempo da dedicare alla lettura, va in scena Quartetto casa di bambola, drammaturgia e regia di Emanuela Giordano che propone uno studio sulle contraddizioni e le dinamiche espresse da Ibsen nella relazione tra uomo e donna che ruotano attorno al denaro e alle relazioni di potere che definisce.

Abbigliati come concertisti, su un palcoscenico pieno solo di un pianoforte e due sgabelli, Alessandra Fallucchi, Mascia Musy, Graziano Piazza, Stefano Santospago, esordiscono nei panni di loro stessi che, in qualità di attori, espongono quanto appreso durante lo studio del testo e condividono con il pubblico aneddoti più e meno noti riguardanti Casa di bambola e lo scandalo sollevato dalla pubblicazione, nel 1879, fino a tempi più recenti. Eccezionali, gli interpreti proseguono calandosi sempre più a fondo nei personaggi di Torvald Helmer, Nora, Cristina Linde e Krogstad, con il merito in più di non affidarsi completamente al mestiere, ma affondando corpo e voce nella realtà di sentimenti tanto potenti da traboccare la pruderie vittoriana.

«Casa di bambola ha avuto tre finali diversi e noi li mettiamo in scena per raccontare come i rapporti tra uomini e donne ci parlano della società in cui questi uomini e donne vivono». Questo l’intento dichiarato dalla Giordano che ritaglia il dramma di Ibsen asciugandolo fino all’osso per presentare con chiarezza chirurgica il cuore dell’opera fino al punto di risolvere anche i silenzi con la scelta di interpretare anche le didascalie. Quartetto casa di bambola è un’opera divulgativa, eccellente nello svolgere il compito di scolarizzare un pubblico privo di preparazione e per questo fortemente apprezzabile, ma che ha anche il demerito di togliere al pubblico la possibilità di costruirsi una propria idea della vicenda di Nora durante il lento svolgimento del dramma.

«Se il pubblico nordico fosse stato tanto evoluto da non sollevare dissensi sul problema, sarebbe stato superfluo scrivere l’opera» così Ibsen a commento del violento dibattito suscitato da Casa di bambola, accolto con maturità nonostante la disperazione di vedersi stravolto il copione non tutelato – all’epoca – dal diritto d’autore. Il Quartetto non ripone nel suo pubblico la stessa fiducia e si esce dal teatro indubbiamente più informati, ma senza domande a cui non sia stata data una risposta.


Quartetto casa di bambola
da Henrik Ibsen
drammaturgia e regia Emanuela Giordano
aiuto regia Valentina Minzoni
con Alessandra Fallucchi, Mascia Musy, Graziano Piazza, Stefano Santospago
Produzione Argot produzioni

Prossime date
Roma – Teatro India dal 9 al 14 febbraio

 

 

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LA CRITICA

Un’opera divulgativa, eccellente nello svolgere il compito di scolarizzare un pubblico privo di preparazione, ma che ha anche il demerito di togliergli la possibilità di esercitare lo spirito critico in autonomia. Eccellente l’interpretazione del cast.

VOTO

7/10

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