“This Old Dog” di Mac DeMarco

L'ultimo lavoro della rockstar del synthpop

di / 26 maggio 2017

23 giugno del 2012. Montreal, The Playhouse.
Mac DeMarco è sul palco e sta cantando “Beautiful Day” degli U2. Lo sta facendo completamente nudo. A un certo punto prende una bacchetta e prova a infilarsela nel sedere (su YouTube c’è il video).
Certi atteggiamenti di Mac DeMarco potrebbero far pensare a una macchietta, una banalizzazione dell’idea di rock star, un personaggio sopra le righe che non ha niente da dare al pubblico se non i propri atteggiamenti sopra le righe – questi modi di fare, ovviamente, hanno creato una schiera di fan incalliti, da una parte, e di hater che pensano che sia solo un pagliaccio, dall’altra. Mac DeMarco, invece, ha molto e nel tempo ha prodotto una serie di lavori che meritano attenzione. La scrittura dell’artista canadese infatti, da 2, passando per lo snodo Salad Days e al successivo mini Lp Another One, fino al nuovo This Old Dog ne fa uno dei compositori di canzoni pop più interessanti degli ultimi anni.

This Old Dog ha una specie di tempo interiore che appartiene a chi è artista, a chi ha una certa capacità di saper gestire il tempo. Di saper aspettare. Accelerare e rallentare. Non si parla di bpm. Si parla di coscienza, di sicurezza di quello che si fa. Saper indirizzare le cose dove si vuole. Saper fare quello che si vuole fare. Non c’è frenesia, non c’è la voglia di arrivare immediatamente a un punto, non si vuole sconvolgere immediatamente. L’ascolto sembra girare costantemente attorno a quel punto, e nel controllo di quella distanza c’è tutta la classe di DeMarco.

Questo, nonostante tutto ciò che è il DeMarco personaggio (per esempio il DeMarco presentatore di Weird Wibes su Mtv, con le sue interviste completamente sconclusionate), è stato da sempre una sua qualità. Perché negli anni ci sono stati dei cambiamenti a livello prettamente musicale – dal rock’n’roll fino al pop psichedelico -, ma l’atteggiamento che sta dietro e che muove i suoi lavori è stato sempre lo stesso.
Aspetto che sembrerebbe quasi cozzare con i suoi modi di fare poco ortodossi. Specialmente oggi dove le rock star, quei personaggi che hanno lo statuto per ergersi al di sopra tutti gli altri, hanno modi di fare estremamente ortodossi, sicuramente borghesi (immaginare Bon Iver, Matt Berninger o Thom Yorke, per esempio, in situazioni di quel tipo è irreale . L’ultimo è stato Pete Doherty, ma non aveva un briciolo del talento di DeMarco). Non che per essere una rock star sia necessario fare certe cose. Appunto perché oggi la figura della rock star è mutata rispetto al passato, De Marco ci ricorda semplicemente che le rock star sono anche questo. Per comprenderlo appieno, quindi, si deve accettare sia il DeMarco cantautore, sia il DeMarco personaggio.

This Old Dog suona come una delle possibili declinazioni che potrà avere il pop dei prossimi anni, andando ad attingere da un passato più o meno recente (i Midlake di The Trials of Van Occupanther in “This Old Dog”), dal Demon Albarn di Think Tank (soprattutto in “Sister”, ma anche nella samba di “Dreams of Yesterday”, dove il synth sembra la sirena che preannuncia il bombardamento durante una guerra hipster), riuscendo a inserire brani che possono ricordare vagamente le note gracchianti del Dylan anni Novanta (“A Wolf Who Wears Sheeps Clothes”), esibendosi nella coda floydiana di “Moonlight on the River”, andando a giocare senza paura con i synth in stile Radiohead di “Staircase” (“On The Level”).
This Old Dog è la conferma di Mac DeMarco.

(Mac DeMarco, This Old Dog, Alternative / Synth Pop)

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LA CRITICA

Arrivato al quarto album, con This Old Dog Mac DeMarco mette il punto sulla sua carriera. L’artista canadese è molto di più della definizione di pagliaccio che molti gli affibbiano, e quest’ultimo album lo testimonia.

VOTO

7,5/10

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