Edizioni di Atlantide: libri fuori dal coro

Il coraggio di scegliere l’insolito

di / 9 maggio 2017

Ritrovarsi un libro addosso. Adocchiandolo di fretta, come una caccia a cronometro. Comprarsi una storia in un atto predatorio, compulsivo, epilettico. Perché tutti ne parlano. Perché troneggia su una pedana imperiale, con sconti lampeggianti e borsette in omaggio. Ritrovarsi un libro addosso come fosse un insetto. E ignorarne il motivo. Poiché in verità s’ignora l’oggetto. La complessità condominiale di ciò che racchiude.

Questo è quello che accade. Nell’oggi dei negozi infiniti, dei mausolei commerciali in cui tutto si mescola e si maschera di buono. Questo è quello che una nuova casa editrice ha deciso di combattere. Con la propria nascita. Con le proprie scelte.

Edizioni di Atlantide, realtà romana creata nel 2015, si propone l’obiettivo strutturale di «recuperare la centralità dei testi e il senso più profondo del loro essere fuori dal tempo oltre ogni meccanismo produttivo consolidato». Rimettere il libro al centro. Degli occhi, delle mani, del mestiere di narrare. Così sostiene Simone Caltabellota, editor, scrittore e direttore editoriale di Atlantide.

Imbarcarsi in altre strade, rifiutare il sistema megalitico, di catene dominanti o del grande rosicchiatore virtuale chiamato Amazon. Atlantide non compare nelle grandi librerie, ma decide un rapporto fiduciario con chi vende i suoi volumi, un circuito indipendente dove «creare un canale preferenziale» con il pubblico, che sappia dove procurarsi i suoi autori e la sua qualità. Un appuntamento in cui letture e lettori si annusano e s’intercettano. E gli acquisti si effettuano direttamente sul sito Atlantide o tramite abbonamento.

È quindi questa la sua forza. Investire nella sfida di alzare l’asticella. D’incarnare un’idea mitica, proprio come fa il suo nome. Non piegarsi ai dettami omologanti, ai principi piallati delle copertine fatte in serie, dei titoli differenziati da un apostrofo e proporre la sfrontatezza del sentiero non battuto.

Dieci uscite ogni anno, sempre inferiori alle mille copie, dissotterrando grandi libri del passato, come testimoniavano già i primi tre volumi: Filosofi Antichi del grande e dimenticato Adriano Tilgher, uno dei pensatori più liberi e originali del primo Novecento; Ritratto di Jennie, capolavoro praticamente ignoto di Robert Nathan, uno dei maestri del romanzo americano; e Tomaso di Vittorio Accornero, preziosa graphic novel ante litteram. Anche se è possibile identificare all’interno del sito contenitori di narrativa, saggistica, poesia e illustrati, lo stesso Caltabellota precisa che non ha senso «distinguere generi diversi in differenti collane, se l’idea editoriale che li accomuna è sufficientemente forte».

Sapere chi si è può bastare per presentarsi ai lettori e convincerli del proprio valore.

Il catalogo, perciò, è in piena adolescenza e in attesa che fioriscano altri abitanti, segnaliamo quelli che più incarnano la visione di questo progetto:

L’outsider di Colin Wilson. Concepito e scritto in condizioni di vagabondaggio denso, il libro è una carrellata di menti eccellenti attraverso cui l’autore delinea la frontiera d’azzardo del libero pensiero. Perla underground rimasta per l’appunto troppo tempo sommersa.

Il mondo sul filo di Daniel Galouye. Distopia claustrofobica. Una società vittima dell’escapismo asfittico e delle sue ipnosi. Un libro ossessivo, prepotente, profetico.

Indipendenti, liberi, visionari. Così si definisce la squadra di Edizioni di Atlantide. Indubbiamente impavidi.

E noi siamo qui, ad aspettarci che ogni mossa confermi il suo ritratto. Ad aspettare ogni volta il sapore delle storie.

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